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martedì 6 Dicembre 2022

Appalti ferroviari e assunzioni fasulle: le mani dei clan sui lavori Rfi

Infiltrazioni della ‘ndrangheta nei subappalti per lavori sulla rete ferroviaria. La Guardia di Finanza arresta 15 persone, di cui undici in carcere e quattro ai domiciliari. Nell’ordinanza del gip si contesta l’associazione per delinquere finalizzata a reati tributari e bancarotta. Per alcuni arrestati anche l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Con un sistema di incassi in nero società riconducibili ai clan, attive tra il Varesotto e Isola Capo Rizzuto (Crotone), avrebbero sostenuto affiliati detenuti e le loro famiglie

Quindici arresti e 6,5 milioni di euro sequestrati

I finanzieri hanno sequestrato anche 6,5 milioni di euro per reati tributari nell’inchiesta della Gdf di Milano e Varese, coordinata dalla Dda milanese. Stando alle indagini, numerose imprese intestate a prestanome e riconducibili alla cosca della ‘ndrangheta dei Nicoscia-Arena di Isola di Capo Rizzuto ottenevano in subappalto lavori che Rfi spa appaltava a colossi del settore, come Generale Costruzioni Ferroviarie spa (Gcf) del Gruppo Rossi. Nell’inchiesta, Rfi risulta come parte offesa.

Appalti ferroviari

Contratti fake per aggirare le norme antimafia

I rapporti tra le società che si aggiudicavano gli appalti e quelle riferibili alle cosche, che prendevano i subappalti, erano schermati attraverso contratti di fornitura di manodopera specializzata. Il cosiddetto “distacco di personale” previsto dalla Legge Biagi. Ovvero i lavoratori venivano fatti girare attraverso societa’ di comodo con contratti di assunzione fasulli. E ciò per eludere la normativa antimafia e le limitazioni in materia di subappalto previste per le imprese aggiudicatarie di commesse pubbliche. Gli appalti ferroviari per la manutenzione della rete RFI al centro delle indagini, condotte dal Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata), riguardano appalti in Lombardia, Veneto, Abruzzo, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia.

Operai assunti senza competenze e in condizioni di sfruttamento

Alcuni membri dell’associazione a delinquere, che aveva messo le mani sui lavori di “armamento e manutenzione della rete ferroviaria italiana“, hanno “agevolato la ‘ndrina, facente capo alla ‘locale’ di Isola Capo Rizzuto (Crotone), contribuendo al mantenimento finanziario dei detenuti e dei loro familiari“. Inoltre, “procurando falsi contratti di assunzione per far ottenere benefici premiali a soggetti colpiti da provvedimenti giudiziari“. Lo scrive il procuratore facente funzione di Milano, Riccardo Targetti.

Gli “operai distaccati dalle imprese di primo livello sui cantieri ferroviari“, ossia spostati per lavorare dalle società riconducibili alla ‘ndrangheta in quelle che prendevano gli appalti da Rfi (parte offesa). Lavoratori assunti “sovente senza alcuna competenza professionale e previa falsificazione della documentazione attestante le necessarie abilitazioni”. Venivano “fatti lavorare in condizioni di sfruttamento“. E’ quanto si legge nell’ordinanza del gip di Milano.

Tra gli indagati per gli appalti ferroviari anche un’imprenditrice ex candidata alla regione Calabria

Tra gli indagati nell’inchiesta milanese che oggi ha portato a 15 arresti, per infiltrazioni della ‘ndrangheta nei lavori sulle rete ferroviaria, anche una nota imprenditrice candidata contro Jole Santelli alle elezioni regionali calabresi. Si tratta di Maria Antonietta Ventura, presidente del cda del Gruppo Ventura, che si occupa di costruzioni ferroviarie, e candidata da centrosinistra e Cinque Stelle alla presidenza della Regione Calabria. La scorsa estate pero’ si era ritirata dalla corsa.

Quindici arresti, il pm ne aveva chiesti piu’ del doppio

Ventura, a capo della società coinvolta nell’inchiesta assieme al Gruppo Rossi, è indagata per l’ipotesi di associazione per delinquere. Tuttavia il gip non ha disposto per lei l’arresto, richiesta dal pm per ben 35 indagati. Ma alla fine il gip ha concesso quindici arresti. Tra gli indagati ci sono anche Alessandro e Edoardo Rossi, rispettivamente direttore e presidente di Gcf del Gruppo Rossi. 
   

Francesco Gastaldi
Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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