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lunedì 15 Agosto 2022

Baby Gang, i giudici rigettano la proposta di “sorveglianza speciale”

L’offerta di “un prodotto musicale ritenuto difforme dai modelli auspicabili resta coperta dal diritto fondamentale di manifestazione del pensiero e può essere accostata ad una misura di prevenzione personale solo se connessa alla consumazione abituale di delitti, di cui mancano gli estremi“. È quanto scrivono i giudici della Sezione autonoma misure di prevenzione del Tribunale di Milano nel decreto con cui hanno rigettato una nuova proposta di sorveglianza speciale per il trapper Baby Gang.

La richiesta di applicare al giovane musicista il provvedimento si “sofferma anche sul personaggio di Baby Gang, sui video e sulle canzoni che parlano degli ambienti frequentati da minorenne, intessuti di marginalità sociale, droga, vita violenta, esibizionismo, sessualità esplicita“. 

Si tratta della seconda volta, quella precedente era stata lo scorso marzo, che la Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese boccia una richiesta di questo genere da parte della Procura, spiegando che il giovane non è “socialmente pericoloso“, anche perché “il suo certificato penale riporta l’unico precedente per fatti commessi all’età di 15 anni“. Inoltre i giudici Rispoli, Cernuto e Pontani evidenziano come il livello dei controlli a cui il 21enne è sottoposto porta ad escludere che “sia attualmente coinvolto nell’uso delle armi, negli spacci e nelle violenze di cui tratta nelle canzoni“. E non basta contestargli, aggiungono, “atteggiamenti ‘sfidanti'” di cui si parla nell’istanza di misura.

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