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venerdì 9 Dicembre 2022

Covid nelle Rsa: “Riaprire le indagini per i morti al Pio Albergo”

Un fallimento nella ricerca della verità” che sancirebbe “l’ingiustizia del sistema giuridico italiano“. Parole dure quelle di Alessandro Azzoni, presidente di Felicita, l’associazione che riunisce i parenti degli anziani ospiti morti per Covid al Pio Albergo Trivulzio e in altre sette strutture lombarde. Oltre trecento morti accertati nei primi tre mesi della pandemia e su cui la Procura di Milano ha indagato per 18 mesi. Fino a quando, all’inizio della settimana, ha chiesto l’archiviazione. Felicita oggi ha annunciato che presenterà “opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura”. Nell’atto di opposizione inoltre i parenti delle vittime chiederanno al gip “di valutare l’imputazione coatta per i reati già ipotizzati, nonché di valutare di restituire gli atti ai pm per le incontrovertibili violazioni in materia di salute e sicurezza dei lavoratori”.

L’ingresso del Pio Albergo Trivulzio al centro di un’inchiesta per i circa 300 anziani morti di Covid durante la pandemia

I parenti faranno opposizione al gip

Azzoni e l’avvocato Luigi Santangelo hanno annunciato opposizione e chiesto al gip di valutare l’imputazione coatta. L’annuncio e’ arrivato durante la conferenza stampa indetta per commentare la richiesta di archiviazione dell’inchiesta milanese sui contagi e i morti per coronavirus. Il 18 ottobre scorso la Procura milanese ha chiesto l’archiviazione per i morti alla Baggina e per tutti gli altri procedimenti simili nelle Rsa milanesi. Nell’inchiesta era indagato, per omicidio colposo, epidemia colposa e violazione delle regole sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, l’ex dg Giuseppe Calicchio.

I pm: “Nessuna evidenza di condotte colpose”

Non è stata “acquisita alcuna evidenza di condotte colpose o comunque irregolari, causalmente rilevanti nei singoli decessi, in ordine all’assistenza prestata“. Lo scrivono i pm milanesi nella richiesta di archiviazione. “Con riguardo ai singoli casi, neppure sono state accertate evidenze di carenze specifiche, diverse dalle criticità generali” riguardo le “misure protettive o di contenimento“. Manca secondo i pm la prova del “nesso causale” tra morti e misure anti Covid adottate nella rsa. Un annuncio che l’associazione dei famigliari delle vittime aveva accolto con amarezza.

“Morti Covid, una rimozione della tragedia”

Sin da subito, con fiducia – ha spiegato Azzoni – l’associazione Felicita, quale parte diligente e attiva, si è messa a disposizione degli inquirenti, raccogliendo le testimonianze di numerosi familiari dei degenti della struttura e degli operatori sanitari“. Nel corso di questi 18 mesi di indagini, “abbiamo assistito alla diffusa rimozione della tragedia. L’intento e’ di cancellare il conflitto tra gli interessi dei cittadini direttamente colpiti e i diversi interessi delle parti economiche, politiche e istituzionali a vario titolo coinvolte nella catena di responsabilità“. Nel corso delle indagini condotte dai pm Mauro Clerici e Francesco De Tommasi, coordinati dall’aggiunto Tiziana Siciliano, era emerso che al Pat tra gennaio e aprile 2020 erano morti almeno 300 anziani ospiti. Un aumento della mortalità del 40 per cento rispetto all’anno precedente.

Francesco Gastaldi
Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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