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sabato 20 Agosto 2022

Torre dei Moro, il rogo da una sigaretta. “Pannelli non omologati”

Nessun dolo e nemmeno un cortocircuito, ma un semplice mozzicone di sigaretta. E i sacchi dell’immondizia che hanno preso fuoco generando un incendio alto diciotto piani. E, soprattutto, il rivestimento esterno non omologato nel nostro Paese. Questo racconta, in sintesi, la relazione depositata dai vigili del fuoco in procura sulle cause del rogo alla Torre dei Moro. Il grattacielo di 18 piani di via Antonini prese fuoco come una torcia il 29 agosto a Milano. L’incendio – nessun ferito e settanta famiglie tuttora sfollate – aveva bruciato l’intera struttura in pochi minuti. I pannelli esterni che costituivano la caratteristica struttura a vela della torre realizzata dieci anni prima avevano propagato l’incendio con grande velocità.

La ricostruzione dei Vigili del Fuoco alla Procura

Secondo la relazione del Nucleo antincendi dei Vigili del Fuoco, depositata in Procura, i pannelli che rivestivano la facciata della Torre dei Moro di via Antonini a Milano non erano ancora omologati in Italia. Forniti dal produttore spagnolo Alucoil alla ditta italiana Zambonini, i pannelli avevano un’anima di 3 millimetri di polietilene rivestita da due strati di 0,5 millimetri di alluminio. L’omologazione da parte della Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica del ministero dell’Interno sarebbe arrivata soltanto il 3 maggio 2010, dopo le prime tre forniture. Una quarta fornitura, invece, “non è stata accompagnata dalla prevista dichiarazione di conformità”. 

Rivestimenti e sistema antincendio: tutte le “falle” della Torre dei Moro

Anche l’installazione del rivestimento sarebbe avvenuta “in maniera difforme” rispetto a quanto previsto dal certificato di prova rilasciato dall’Istituto Giordano il 3 agosto 2009. La Moro Costruzioni, secondo i Vigili del Fuoco, non avrebbe controllato le “modalità realizzative sia durante l’esecuzione dei lavori che all’atto del collaudo” e non avrebbe verificato le “carenze documentali” relative ai pannelli forniti. 

La sottile parete in lamierino di tamponatura”, si legge nella relazione, “ha collassato sotto l’effetto termico” e le sporgenze tra le due “vele” hanno generato “angoli che hanno favorito l’aumento delle temperature, lo sviluppo verticale del fuoco e l’innesco dei materiali presenti”. In sintesi, la Torre dei Moro era “caratterizzata da una forma geometrica con evidenti funzioni estetiche. Che, però, ha contribuito (fattore forma, comportamento materiali e ventilazione) allo sviluppo dell’incendio.

Sospetti anche sull’impianto antincendio

I tecnici dei vigili del fuoco contestano anche l’impianto antincendio, che non avrebbe funzionato a dovere. L’acqua della riserva idrica “non aveva di fatto la pressione sufficiente per essere portata ai vari piani dell’edificio dove era in corso l’incendio generalizzato”. Secondo i Vigili del Fuoco, l’ipotesi più probabile è che l’incendio sia scaturito da un mozzicone di sigaretta. Un mozzicone gettato incautamente dalla finestra e finito su un sacchetto dell’immondizia. Per l’incendio alla Torre dei Moro la Procura di Milano al momento ha iscritto cinque persone, rappresentanti delle societa’ che hanno realizzato l’opera, nel registro indagati.

Francesco Gastaldi
Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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