Milano dà l’ultimo saluto all’agente della Polizia Locale morto in servizio: oggi i funerali di Francesco Imprezzabile

Milano si ferma oggi per rendere omaggio a Francesco Imprezzabile, l’agente della Polizia Locale morto mentre era in servizio durante un inseguimento. La cerimonia funebre è in programma alle ore 11:00 nella chiesa della Madonna della Medaglia Miracolosa, in zona viale Lucania, in una giornata proclamata di lutto cittadino dal sindaco Giuseppe Sala. Attesi familiari, colleghi, rappresentanti delle istituzioni e numerosi cittadini che vorranno partecipare all’ultimo saluto.

La scomparsa del 39enne ha profondamente colpito non solo il Corpo della Polizia Locale, ma l’intera città, che in questi giorni si è stretta attorno ai suoi cari con messaggi di vicinanza, una camera ardente molto partecipata e numerosi gesti di affetto da parte di colleghi e amici.

Il tragico inseguimento che si è trasformato in una tragedia

Per comprendere il significato della cerimonia di oggi bisogna tornare alla sera del 22 giugno, quando quella che era iniziata come una normale attività di controllo del territorio si è trasformata in una tragedia. L’agente era impegnato in un servizio nella zona di Ponte Lambro insieme ad altri colleghi quando un SUV Audi Q7, alla vista di un posto di controllo, ha accelerato senza fermarsi. È così iniziato l’inseguimento lungo le strade che conducono verso Peschiera Borromeo, fino al tratto di via Milano che costeggia l’aeroporto di Linate.

Durante la corsa, la moto di servizio è uscita di strada. Le cause dell’incidente sono state oggetto delle indagini degli investigatori: nelle ore successive la Procura ha chiarito che non erano emersi elementi tali da confermare uno speronamento tra il SUV e il mezzo della Polizia Locale, mentre il conducente dell’auto è stato rintracciato e arrestato con l’accusa di fuga pericolosa e indagato anche per omicidio stradale. Trasportato d’urgenza in elicottero all’ospedale Niguarda, ogni tentativo dei medici di salvargli la vita si è rivelato purtroppo inutile. La notizia della morte ha rapidamente fatto il giro d’Italia, suscitando cordoglio da parte delle istituzioni e delle più alte cariche dello Stato.

Un sogno diventato realtà: la divisa come vocazione

Dietro quella divisa c’era una storia fatta di sacrifici e determinazione. Originario della Sicilia, aveva iniziato il proprio percorso professionale nel settore della sicurezza già nei primi anni Duemila, lavorando come addetto alla security, investigatore privato e autista per servizi di protezione. Entrare nella Polizia Locale di Milano rappresentava però il suo obiettivo più grande. Quel traguardo arrivò dopo il concorso superato nel 2022 e il successivo ingresso operativo nel Corpo nel 2023, coronando un sogno inseguito per anni.

Sui suoi profili social raccontava spesso quanto fosse orgoglioso del lavoro svolto. In uno dei messaggi pubblicati poche settimane prima della tragedia definiva la divisa “una responsabilità, una vocazione, passione e senso del dovere”, parole che oggi vengono ricordate da colleghi e amici come il ritratto più autentico del suo modo di vivere la professione.

Il ricordo di una città

In questi giorni Milano ha dato numerosi segnali della propria vicinanza. Alla camera ardente allestita a San Donato Milanese si sono alternati colleghi, amministratori, amici e cittadini comuni, mentre il Corpo della Polizia Locale ha voluto ricordare il collega con momenti di raccoglimento e iniziative spontanee.

Anche nel quartiere dove prestava servizio è comparso un murale dedicato alla sua memoria, realizzato per ricordare il sacrificio di chi ha perso la vita mentre svolgeva il proprio dovere. Un gesto che testimonia quanto la sua figura abbia lasciato un segno profondo non soltanto tra gli operatori della sicurezza, ma anche tra i residenti che avevano imparato a conoscerlo.

Un ultimo saluto nel giorno del lutto cittadino

La celebrazione di oggi assume quindi un significato che va oltre il rito religioso. Rappresenta il momento in cui Milano si stringe attorno alla famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che hanno condiviso un percorso professionale e umano con un uomo che aveva scelto di dedicare la propria vita al servizio della collettività.

Il lutto cittadino proclamato per la giornata vuole proprio sottolineare questo valore: ricordare un servitore dello Stato che ha perso la vita durante il proprio lavoro e rendere omaggio a chi considerava quella divisa non un semplice impiego, ma una missione vissuta con responsabilità, passione e profondo senso del dovere.

Carlo Saccomando
Carlo Saccomando
Classe 1981, giornalista pubblicista. Poco dopo gli studi ha intrapreso la carriera teatrale partecipando a spettacoli diretti da registi di caratura internazionale come Gian Carlo Menotti, fondatore del "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, Lucio Dalla, Renzo Sicco e Michał Znaniecki. Da sempre appassionato di sport lo racconta con passione e un pizzico di ironia. Attualmente dirige il quotidiano "Il Valore Italiano".

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