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martedì 6 Dicembre 2022

Il senatore Paolo Romani indagato per corruzione: incassò una mazzetta da 12 mila euro

Il senatore di ‘Cambiamo’ ed ex Forza Italia Paolo Romani è indagato dalla Procura di Bergamo per corruzione, nell’ambito dello stralcio di un’inchiesta risalente ad alcuni anni fa e relativa al fallimento, nel 2017, della società Maxwork. Si tratta di un fatto di cronaca noto anche per via del coinvolgimento dell’ex marito di Valeria Marini, Giovanni Cottone, procacciatore d’affari per la società che era finita sotto la lente dei magistrati di Bergamo.

Oggi nel nuovo filone, disposto dal Pm Paolo Mandurino, risulta l’iscrizione nel registro degli indagati del senatore Romani. Non risultano invece perquisizioni a suo carico. Insieme a Romani sono indagati per corruzione, e perquisiti stamattina, il fondatore dell’azienda Massimiliano Cavaliere, il commercialista Placido Sapia e l’ex responsabile amministrativa Giuliana Mila Tassari, l’ex europarlamentare di Fratelli d’Italia, Stefano Maullu e il fratello Antonio Sandro, questi ultimi due accusati di false comunicazioni al Pm.

Ad incastrare Romani un’intercettazione ambientale

Secondo l’accusa i tre manager di Maxwork, nel gennaio 2015, avrebbero consegnato dodici mila euro in contanti a Romani, “come corrispettivo di un atto contrario ai doveri del suo ufficio“. La somma sarebbe stata consegnata in un plico chiuso e ritirato presso gli uffici della Maxwork da Antonio Sandro Maullu, fratello di Stefano Maullu. L’avvenuta consegna della mazzetta sarebbe comprovata da un’intercettazione ambientale, nello specifico una registrazione audio, emersa nel corso del procedimento principale.

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