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lunedì 5 Dicembre 2022

Chinatown, imprenditrice narcotizza e sequestrata per estorsione

Narcotizzata, legata e rapinata. Vittima di un sequestro di persona. Poi abbandonata in stato confusionale, in seguito al quale aveva avuto un incidente in via Paolo Sarpi. La fuga dal pronto soccorso prima che i passanti la vedessero vagare in via Moscova, nei pressi della questura. Il giorno di terrore vissuto da un’imprenditrice cinese a Chinatown ha dell’incredibile. E i particolari sono emersi un anno più tardi, quando la polizia ha messo le manette ai polsi di due connazionali che le volevano estorcere 80mila euro.

I due rapinatori escono dall’appartamento dopo il sequestro e fuggono su un’auto

L’arresto, eseguito dopo l’ordinanza di custodia cautelare del gip di Milano, e’ avvenuto giovedì sulla base delle indagini del pm Carlo Scalas. Gravi gli indizi raccolti su due cittadini cinesi, insieme ad altri due complici indagati. L’accusa e’ sequestro di persona e rapina ai danni di una quarantenne imprenditrice cinese. Fatti avvenuti il 21 novembre 2020 in via Fioravanti a Milano.

“Chiamata per un affare, poi ore da incubo”

Quel giorno una volante aveva soccorso in via della Moscova una signora in evidente stato confusionale con al polso un braccialetto ospedaliero. La donna era appena fuggita dal Pronto Soccorso dell’Ospedale Fatebenefratelli dopo un incidente automobilistico. La 40enne riferì quanto le era successo il giorno prima, ovvero un sequestro di persona e una rapina a Chinatown ad opera di due suoi connazionali. I due, questo il racconto, l’avrebbero picchiata, legato i polsi con del nastro adesivo, minacciata di morte con coltelli e pistole prima di obbligarla a rivelare il nome di un contatto incaricato di effettuare un bonifico di 80mila euro.

Narcotizzata e legata, poi l’incidente a Chinatown

I rapinatori avrebbero simulato di essere la donna. Infine, l’avevano narcotizzata rubandole anche i cellulari e le carte di credito. La scusa che i cinesi avevano usato per agganciarla era un appuntamento d’affari. Al telefono le avevano raccontato di voler effettuare un investimento finanziario da 50mila euro e le avevano dato appuntamento in casa.

Uno dei due sequestratori ripresi dalle telecamere

Una volta arrivata l’avrebbero aggredita, costretta a bere una sostanza drogata e sequestrata con l’intento di estorcerle gli 80mila euro. Una volta fuori dall’appartamento dell’orrore la donna, con evidenti segni di legatura ai polsi, aveva un ematoma frontale dovuto all’incidente in via Paolo Sarpi.

La fuga a Parma, le indagini e l’arresto a Bologna: erano due habitué delle estorsioni

Le indagini degli investigatori della Squadra Mobile, dopo il sopralluogo svolto con la Polizia Scientifica nell’appartamento hanno rinvenuto tracce di sangue nella camera da letto. L’appartamento veniva affittato da una cittadina cinese a connazionali per incontri di affari. Grazie alle telecamere in zona gli agenti della squadra omicidi hanno ricostruito la fuga degli autori fino a Parma.

Gli uomini della Mobile hanno rintracciato i due grazie anche a intercettazioni telefoniche. Erano due habitué dei sequestri. Ora sono in carcere a Bologna per altri episodi analoghi a quello dell’imprenditrice. Anche l’analisi del Dna ha inchiodato i due malviventi sulla scena del reato, nell’appartamento di via Fioravanti

Francesco Gastaldi
Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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