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martedì 6 Dicembre 2022

Isis: la “sposa pellegrina”, le chat e il canto ad Al-Baghdadi

Viveva nell’appartamento del fratello in via Padova e non metteva mai il naso fuori di casa. Per “non contaminarsi con gli occidentali”. Bleona Tafallari, 19enne arrestata dalla Polizia in un blitz antiterrorismo, addestrava le sedicenni. Era la sua specialità. Si faceva chiamare “Al Muhajirah”, la “sposa pellegrina”. Le sue chat nell’account dei Leoni dei Balcani, formazione terroristica aderente all’Isis, sono al centro dell’inchiesta. Come i messaggi al marito, 21enne militante e parente dell’attentatore di Vienna, dopo la decapitazione del professor Samuel Paty il 16 ottobre dell’anno scorso.

«Ehi, hai visto cosa è successo a Parigi?»; «Allahu Akbar hahahah che notizia!»; «Hahahahahaha sì l’ho visto ahahahahaha. Ha decapitato il non credente»; «Lezione per tutti gli altri insegnanti Se l’è meritato! Che Allah ci protegga dai miscredenti».

La festa per la decapitazione del prof Paty

Lei stessa spiegava la scelta del suo nickname, la “sposa pellegrina”. “Al muhajirah significa emigrare. Vuol dire uno che parte dal Paese dei miscredenti (Dar al-Kufr) verso Dar- al-Islam (Casa dell’Islam, Comunità dei Credenti)».

Le chat della giovanissima terrorista pubblicate nell’ordinanza del gip

Da Isernia al Kosovo, folgorata dall’Isis

Bleona Tafallari, italo-kosovara aveva vissuto a Isernia prima di tornare in Kosovo e poi ripartire alcuni mesi fa per Milano. Si era radicalizzata in giovanissima età. Il ricorso alle figure femminili rientra in una precisa strategia delle organizzazioni islamiche. I loro compiti riguardano proselitismo, divulgazione di materiale propagandistico, educazione dei figli al combattimento per l’Islam, mutuo soccorso alle “sorelle bisognose”. In seconda battuta e’ consentita la partecipazione diretta alle azioni militari. Nel corso della perquisizione, gli inquirenti – coordinati dal capo della procura antiterrorismo Alberto Nobili, hanno trovato oltre 7000 tra audio, video e immagini di stampo apologetico dell’Isis. E oltre 2000 chat che confermano il sostegno materiale e ideologico al Califfato. Inoltre rinvenuti anche manuali di auto addestramento e fabbricazione di esplosivi.

Un’immagine della galleria privata di Bleona Tafallari con il guanto nero e il simbolo dell’Isis

”Sorella, se non copri le sopracciglia e’ come indossare dei pantaloni”

Bleona portava sempre il hijab nelle rare occasioni in cui usciva dall’appartamento. Ad esempio per prendere la seconda dose del vaccino. Cosi’ consigliava il velo integrale a una dei suoi contatti: “Però sorella, in nome di Allah, vorrei darti un consiglio se non ti offendi… bisogna coprire le sopracciglia con il niqab perché è vietato lasciarle così, è per il tuo bene è come coprirsi e mettere dei pantaloni. È la stessa cosa mettere il niqab e lasciare la fronte o le sopracciglia scoperte».

Tafallari aveva una «funzione di proselitismo alla causa dell’Islam radicale nei confronti di ragazze kosovare anche minorenni». Gli investigatori hanno individuato oltre duemila chat «che confermano il suo ruolo propulsivo nell’ambito di un network femminile». E gestiva un network femminile di contatti “con rapporti diretti” con mogli di detenuti per fatti di terrorismo o con mogli di combattenti del jihad. E moltissime giovani che cercava di instradare con una lunga opera di proselitismo.

A una interlocutrice 16enne prometteva che le avrebbe trovato in sposo un Leone, con «capelli lunghi e barba». E al suo matrimonio assicurava “una festa con gli AK47. Bisogna festeggiare non lasciamo neppure un miscredente ovviamente Haahahha. Tutti a terra!!!! Si riempie di sangue». In un’altra chat su Telegram chiedeva a una “seguace”: «Sorella, ti volevo chiedere se puoi condividere un avviso in cui si scrive che vogliono liberare una sorella con due bambini dal campo di Raqqa. Servono 21,000 dollari e se non sbaglio valgono 17600 euro».

Il canto per il califfo dell’Isis Al-Baghdadi morto e l’aspirazione al “martirio”

Il file audio diffuso dalla polizia

Una credente interamente votata alla causa del jihad. Si preparava per partire a combattere. In un video, invece, la giovane intona «un anasheed» (nel file audio qui sopra), un tipico canto religioso, «nel quale con la sua voce inneggia al defunto sceicco capo dello Stato islamico Abu Bakr Al Baghdadi». Allo sceicco autoproclamatosi califfo dello stato Islamico e ucciso due anni fa in un raid delle forze statunitensi a Barisha Tafallari aveva dedicato il canto. “O Abu Bakr Baghdadi! O tormentatore dei nemici! Le vergini del paradiso stanno chiamando. Iscrivimi da martire”.

Francesco Gastaldi
Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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