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sabato 20 Agosto 2022

Robinho, scatta il mandato d’arresto internazionale. Ma lui resta in Brasile

Nove anni di carcere e non fara’ un solo giorno. La Procura di Milano ha inoltrato al Ministero della Giustizia la richiesta di estradizione e il mandato d’arresto internazionale per l’ex attaccante del Milan Robinho. Gia’ una settimana fa i magistrati milanesi avevano avviato la procedura per chiedere l’estradizione dell’attaccante ex Milan, Santos e Real Madrid. Oggi, martedi’ 15 febbraio, il pm Adriana Blasco ha inviato al ministero della Giustizia la richiesta per il mandato di cattura internazionale per Robinho, Robson de Souza Santos, 38 anni, e per il suo amico Ricardo Falco.

Condanna definitiva: deve fare nove anni. Ma in Brasile Robinho e’ al sicuro

Entrambi hanno ricevuto la condanna in via definitiva, in Cassazione, il 19 gennaio a 9 anni di carcere per violenza sessuale di gruppo su una 23enne albanese, che subì ripetuti abusi in un locale del capoluogo lombardo la notte del 22 gennaio 2013. Ma molto probabilmente Robinho non fara’ un solo giorno in prigione perché la Costituzione Brasiliana non consente l’estradizione di un proprio cittadino dal Paese Verdeoro. E dal giorno della condanna in appello, il 10 dicembre 2020, Robinho non e’ mai uscito dal Brasile. E se ne guarda bene. Dovesse mettere piede in uno dei settanta stati che hanno un accordo di estradizione con l’Italia, scatterebbe il mandato di arresto internazionale.

La difesa di Robinho: ”Il rapporto era consenziente”

Il locale dove avvenne la violenza

Fin dal suo interrogatorio reso alla procura sette anni fa, l’ex attaccante del Milan non ha mai fatto un passo indietro rispetto alla sua versione di un ”rapporto consenziente”. La vittima, una ragazza di origini albanesi di allora 23 anni. I fatti risalgono alla sera del 22 gennaio 2013 all’interno del Sio Cafe’, un locale della movida milanese a Sergnano allora di moda. La giovane faceva parte di un gruppo di cinque amiche, si trovavano nel locale per festeggiare il suo compleanno. Robinho (all’epoca al Milan) era con Falco e altri quattro amici, fuggiti e resisi irreperibili dopo la denuncia.

La violenza avviene nel guardaroba del locale. Stando alla sentenza, il giocatore aveva fatto bere la giovane fino a ”farle perdere conoscenza”. Poi lui e il suo gruppo l’avevano trascinata nel guardaroba violentandola a turno. Sesso orale, ”umiliazioni brutali” e con ”particolare disprezzo” sosterra’ poi il procuratore generale nel processo di appello.

”Tranquillo, nel locale non c’erano le telecamere”

Sto ridendo perché non mi interessa, la donna era completamente ubriaca, non sa nemmeno cosa sia successo“. L’intercettazione choc dell’attaccante ex Milan e Real aveva fatto il giro del mondo due anni fa. È solo una delle tante dichiarazioni dell’ex calciatore 38enne, all’epoca sotto contratto con il Santos che in seguito aveva rescisso il rapporto di lavoro. Le intercettazioni diffuse in esclusiva dal canale brasiliano Globo Esporte riportavano le conversazioni telefoniche che Robinho ha intrattenuto con alcuni amici nei mesi successivi, parlando proprio di quanto avvenuto nella discoteca del capoluogo lombardo. Tra le intercettazioni, anche le telefonate con l’altro condannato a 9 anni, l’amico Ricardo Falco. Le registrazioni confermavano la colpevolezza del giocatore e dell’amico che si sarebbero anche accordati sulle risposte da dare agli inquirenti, dicendosi tranquilli perché nel locale non erano presenti telecamere.

Cresciuto calcisticamente nel Santos, Robinho prima di arrivare a Milano aveva vestito la maglia di Real Madrid e Manchester City. Nei suoi quattro anni al Milan ha vinto lo scudetto del 2010-2011 e una Supercoppa Italiana. Con la maglia verdeoro ha giocato 100 gare segnando 28 gol e vincendo una Coppa America e due Confederations Cup. In Brasile e’ sposato, ha tre figli e si professa ”seguace di Cristo”.

Francesco Gastaldi
Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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