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sabato 13 Agosto 2022

Si rifiutano di cedere i posti prenotati: 27 persone con disabilità costrette a scendere dal treno

Ci sono gesti di inciviltà che vanno oltre ogni immaginazione, e non c’è pandemia o calamità naturale che possa aver instillato almeno un briciolo di compassione nell’animo e nel cuore di certi esseri viventi che definire umani sarebbe un’esagerazione.

Ieri, esattamente nel lunedì di Pasquetta, un episodio a dir poco riprovevole è accaduto nella stazione di Genova Porta Principe quando una comitiva composta da 27 persone con disabilità e i rispettivi accompagnatori, di rientro da una gita nel capoluogo ligure, è salita a bordo del treno regionale 3075 diretta verso Milano. Il gruppo aveva riservato la carrozza in testa al treno e prenotato i posti a sedere, ma alcuni turisti saliti prima di loro sul convoglio si sono rifiutati categoricamente di farli sedere.

Il ritardo e l’assalto al convoglio

Tutto era cominciato nel primo pomeriggio quando il treno aveva subito un ritardo in quanto era stato vandalizzato alla stazione di Albenga. Per ripristinare la situazione di normalità Trenitalia era stata costretta alla sostituzione una carrozza. Dopo l’operazione il convoglio è stato letteralmente preso d’assalto dai turisti che hanno invaso tutte le carrozze, compresa quella di testa interamente prenotata.

Nonostante l’intervento di tre agenti della polizia ferroviaria e del personale di Trenitalia, compreso il capotreno, nessuno ha voluto cedere il proprio posto al legittimo destinatario e ha costretto l’azienda a trovare una soluzione alternativa in tempi rapidi: il gruppo è stato fatto scendere dal treno ed è stato predisposto un pullman dedicato che li ha accompagnati a Milano.

La condanna unanime da parte delle Istituzioni

Sulla questione è intervenuta la ministra per le Disabilità, Erika Stefani, che su Facebook ha scritto: “Ventisette persone con disabilità cacciate dal treno, chiamiamo le cose con il loro nome e condanniamo questo gesto. L’inclusione è una battaglia che – aggiunge il ministro Stefani- ci vede tutti uniti ed episodi del genere vanno stigmatizzati all’unanimità, altrimenti avremo perso tutti. Per fortuna ci sono tante persone nel nostro Paese che rispettano i diritti delle persone con disabilità: a loro sembrerà assurdo quanto accaduto sul treno Genova-Milano

Anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha stigmatizzato l’episodio e valuta azioni legali contro gli occupanti abusivi dei posti riservati: “L’episodio è avvenuto in una giornata evidentemente complicata dagli spostamenti di massa. — ricorda il governatore Toti, ma non giustifica quanto accaduto – Detto questo non vi è giustificazione per chi, anche semplicemente per educazione civica, non garantisce a chi è più in difficoltà di poter godere del diritto alla mobilità“.

disabilità treno

La proposta di Assoutenti: Daspo a vita sui treni per gli incivili

Assoutenti è pronta a presentare due esposti identici alle procure della Repubblica di Genova e Milano con l’ipotesi di violenza privata, e il presidente dell’associazione, Furio Truzzi, chiede che venga dato un Daspo a vita sui treni per i passeggeri incivili che si sono rifiutati di cedere il posto prenotato allo scopo di “dare un segnale forte di condanna verso simili barbarie“. Operazione che sarebbe possibile solo attraverso l’identificazione dei soggetti interessati, che potrebbe avvenire solo attraverso il riconoscimento facciale dai sistemi di videosorveglianza presenti sul treno e nelle stazioni dai quali i suddetti passeggeri sono partiti e poi approdati.

Una domanda lecita: “Perché nessuno ha identificato i passeggeri che si sono rifiutati di cedere il posto prenotato?”

A questo punto è lecito porsi una semplicissima domanda: perché gli agenti della Polfer e il personale di Trenitalia non ha provveduto all’identificazione dei soggetti che si sono rifiutati di cedere il posto prenotato? In uno Stato democratico come l’Italia nessuno pretende l’utilizzo della forza da parte delle forze dell’ordine per affermare un diritto inalienabile come quello di poter usufruire di un servizio del quale si ha diritto. Anche perché scatenare una risposta di forza ad un gruppo di persone ostili avrebbe potuto scatenare il putiferio all’interno del treno, e in un giorno di festa come il lunedì di Pasquetta sarebbe stato inopportuno. Ma l’identificazione di questi soggetti avrebbe leso qualche diritto? Avrebbe infranto la legge italiana?

L’augurio è che episodi come questo non si verifichino più, che le istituzioni facciano di tutto per garantire i diritti di ogni cittadino, soprattutto le fasce più deboli, e che chi ha il compito di vigilare abbia il potere e i mezzi per far rispettare la legge. In un Paese democratico identificare i responsabili di un crimine dovrebbe essere il minimo indispensabile.

Carlo Saccomando
Carlo Saccomando
Classe 1981, giornalista pubblicista. Poco dopo gli studi ha intrapreso la carriera teatrale partecipando a spettacoli diretti da registi di caratura internazionale come Gian Carlo Menotti, fondatore del "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, Lucio Dalla, Renzo Sicco e Michał Znaniecki. Da sempre appassionato di sport lo racconta con passione e un pizzico di ironia. Attualmente dirige il quotidiano "Il Valore Italiano".

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