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venerdì 12 Agosto 2022

Stupro in ascensore, il violentatore tradito da video e Dna

Si chiama Hamza Sara, ha 31 anni e all’occorrenza ha usato un alias, quello di Ayoub Garrad. Un extracomunitario di origine libica che nella notte fra il 20 e il 21 dicembre a Segrate ha stuprato in ascensore una donna di 40 anni che rientrava da una serata con un’amica. Uno stupro in piena regola, avvenuto nel condominio della vittima, durato circa dieci minuti. Condito da botte e minacce ripetute alla vittima terrorizzata e dalla rapina del cellulare e di 30 euro.

Martedì sera i Carabinieri della Compagnia di San Donato Milanese, guidati dal capitano Luca Ciravegna, hanno arrestato Hamza Sara come indiziato di delitto. L’indagine lampo del procuratore aggiunto Letizia Mannella e della pm Rosaria Stagnaro ha portato al profilo del 31enne libico in meno di un mese. A incastrare l’autore, pregiudicato gia’ noto alle forze dell’ordine e detenuto in passato a Vigevano, l’esame del Dna eseguito dai Ris di Parma e le immagini di videosorveglianza vicino al condominio della vittima a Segrate.

Il racconto di una notte di terrore assoluto

Per la donna era stata una notte di terrore assoluto. L’indagine è scaturita dalla segnalazione della 40enne che quella sera, intorno alle 23:30, stava rientrando presso la propria abitazione di Segrate. La donna, stando al racconto fornito agli inquirenti, stava rientrando a casa dopo aver passato la serata con un’amica. Non aveva il minimo sospetto che il suo aguzzino, un uomo senza fissa dimora, era appena sceso (alle 23.44) alla stazione di Segrate dopo aver preso il treno due minuti prima a Pioltello. Lo testimoniano le telecamere delle due stazioni sulla linea S6 tra Novara e Treviglio.

La donna parcheggia in garage dopo aver salutato l’amica, l’uomo la segue a distanza. Poi lei chiama l’ascensore. In quel momento Hamza Sara la aggredisce e la spinge all’interno con forza. Ha il volto coperto da un cappuccio e da mascherina chirurgica. Non ha armi con se’ ma inizia a picchiarla. Stando al racconto dei carabinieri l’aggressore la obbliga a subire un rapporto sessuale orale e completo. Lo stupro, a cavallo di mezzanotte, dura circa dodici minuti. Prima di andarsene l’uomo la minaccia ancora. “Non raccontare nulla, so chi sei”.

Dopo lo stupro le indagini: Hamza incastrato dalle telecamere della stazione e dal palmo della mano

La vittima, in stato di shock, riesce successivamente a rientrare a casa e a chiamare i carabinieri i quali accorrono per raccogliere il suo racconto. Le indagini partono dalla descrizione fornita dalla 40enne e dall’analisi delle telecamere di videosorveglianza della zona. Sul posto sono intervenuti anche i militari della Sezione investigazione scientifiche del Nucleo investigativo di Milano. Grazie ad un accurato sopralluogo tecnico sono riusciti ad estrapolare, all’interno dell’ascensore, un’impronta del palmo dell’indagato e a rinvenire, sui vestiti della vittima, alcuni determinanti campionamenti biologici. I campioni analizzati dal RIS di Parma hanno restituito il profilo genetico del libico, che era gia’ stato detenuto nel carcere di Vigevano. Indizi schiaccianti. Ora l’uomo e’ in stato di fermo a San Vittore.

Francesco Gastaldi
Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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