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venerdì 12 Agosto 2022

Truffa all’Inps di alcune sigle sindacali lombarde: Gdf sequestra mezzo milione di euro

Sindacalisti assunti in maniera fittizia da aziende compiacenti per consentire ai sindacati di usufruire degli gravi fiscali. È quanto scoperto il Nucleo di polizia economico-finanziaria Guardia di Finanza di Milano, coordinata dalla Procura della Repubblica, che ha scoperto una possibile truffa perpetrata ai danni dell’ Inps messa in atto da alcune sigle sindacali della Cisl e della Uil lombarde.

L’ipotesi di reato al centro della seconda tranche dell’inchiesta guidata dal pm Paolo Storari è quella di indebita fruizione di aspettativa sindacale non retribuita. I finanzieri hanno inoltre sequestrato oltre 500 mila euro nei confronti delle suddette sigle sindacali.

I diritti del lavoratore con carica sindacale

La Procura specifica che lo Statuto dei Lavoratori consente al lavoratore eletto a ricoprire una carica sindacale di poter essere collocato in aspettativa percependo la sola retribuzione del sindacato, e non più dal datore di lavoro originario, beneficiando della contestuale contribuzione figurativa. Quindi il lavoratore vede riconosciuti dall’Inps, ai fini pensionistici, i contributi maturati, senza che né il datore di lavoro né il sindacato abbiano effettuato versamenti in denaro.

Ma le indagini della Gdf, supportati da alcuni funzionari dell’Inps, hanno appurato che un gran numero di sindacalisti, pur lavorando in via esclusiva presso le associazioni sindacali, sarebbero stati formalmente assunti da società compiacenti senza avervi mai lavorato effettivamente, al solo fine di consentire ai sindacati di appartenenza di fruire dello sgravio contributivo”. In sostanza l’obiettivo dei sindacati era quello di servirsi di aziende “amiche” al solo fine di usufruire degli sgravi contributivi previsti.

Sviluppo di un’altra inchiesta datata dicembre 2021

Va inoltre sottolineato che questa attività investigativa è strettamente collegata ad un’altra inchiesta dello scorso dicembre, nel corso della quale erano emersi altri contratti fittizi tra aziende compiacenti e sindacalisti, sotto l’attenta regia di alcune sigle sindacali della Cisl. In quell’occasione le Fiamme Gialle avevano sequestrato circa 600 mila euro.

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