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sabato 13 Agosto 2022

Bottari (Bending Spoons): in futuro il lavoro sarà più flessibile e basato sulla fiducia

Per Milano Top News intervistiamo Irene Bottari, Senior Recruiter & Event Manager di Bending Spoons. La società si occupa di sviluppare software, con una specializzazione nella creazione e distribuzione di app mobili. Bending Spoons negli scorsi anni ha ottenuto importanti riconoscimenti per il proprio modello organizzativo. Tra questi il Great Place to Work® Italia – miglior posto di lavoro per le piccole aziende, per le donne e anche per i millennials. Nell’intervista ci occuperemo di approfondire il tema della valorizzazione delle persone e della fuga dei cervelli italiani all’estero.

Partiamo raccontando ai lettori di cosa vi occupate in Bending Spoons e quale modello seguite per produrre valore nel campo dello sviluppo software e delle applicazioni digitali…

Siamo un’azienda tecnologica fondata nel 2013, principalmente specializzata nello sviluppo di app mobile. Ci occupiamo internamente di tutte le fasi del prodotto, dallo sviluppo al lancio sul mercato. I nostri prodotti sono utilizzati e amati da milioni di persone nel mondo e la nostra mission è quella di diventare la migliore azienda di tutti i tempi.

Quali sono i principi che seguite nell’organizzazione del lavoro in Bending Spoons e quali sono le differenze rispetto al modello di gestione tradizionale del personale?

Ad ogni persona vengono affidate responsabilità fin dai primi giorni, questo permette al collaboratore di crescere velocemente e di sentirsi parte attiva dello sviluppo aziendale fin da subito. Cerchiamo di ridurre i meeting allo stretto necessario, per garantire ad ognuno di potersi concentrare su ciò che sta facendo e organizzare il proprio lavoro in autonomia. Abbiamo una cultura del feedback strutturata, senza stigmatizzare gli errori ma facendo in modo che si possa crescere da essi.

Quale impatto ha avuto la pandemia in tutto ciò? In che modo avete affrontato questo particolare periodo e quali soluzioni avete implementato?

Siamo sempre stati abituati a lavorare da casa per parte del nostro tempo, quindi il nostro modo di lavorare non ne ha risentito. L’azienda ha contribuito a supportare il lavoro da remoto, offrendo la disponibilità, a scelta del dipendente, di strumenti utili per lavorare da casa, tra cui monitor, scrivanie, sedie ergonomiche, ecc. Inoltre, ha anche contribuito a coprire parte delle spese sostenute per cibo, energia, wi-fi.

Nel corso degli anni avete avuto importanti riconoscimenti per il vostro modello organizzativo, tra i quali il Great Place to Work® Italia: come si costruisce un contesto lavorativo in grado di garantire un concreto equilibrio tra vita lavorativa e vita privata?

Crediamo nel detto “work smarter, not harder”, per cui ognuno di noi è valutato in base ai risultati che raggiunge, piuttosto che al numero di ore effettivamente lavorate. Per poter lavorare bene insieme, ci deve essere fiducia: ognuno è in grado di organizzare la sua giornata lavorativa come meglio crede, prendendosi delle pause se necessarie senza bisogno di presentare permessi. Abbiamo giorni di ferie potenzialmente illimitati. Cerchiamo poi di fare in modo che ognuno possa lavorare alle attività che maggiormente rispecchiano le sue passioni e i suoi interessi: uno “spooner” più felice lavorerà meglio e porterà maggiore valore aggiunto nel medio-lungo periodo.

Com’è nata l’idea del contest Designflows 2021 di Bending Spoons e quali scopi vi ponete?

Designflows è nato con l’intento di investire sul talento e celebrare il mobile ui design. Fino al 4 ottobre saranno aperte le iscrizioni per la terza edizione, che quest’anno è su scala europea! I partecipanti avranno poi modo di disegnare alcuni materiali per un’app mobile, che saranno richiesti nel brief della competizione. I 40 finalisti saranno infine invitati all’evento di premiazione, il 5 marzo 2022, dove avranno modo di fare networking e scoprire i primi 3 classificati.

Si parla molto di fuga di talenti italiani all’estero: a suo parere l’Italia possiede le carte per invertire questo trend e su cosa si dovrebbe puntare a livello sistemico per riuscirci?

Opinione personale, credo che si dovrebbe puntare seriamente su due fattori: crescita economica e politiche per i giovani che premino competenze e merito. C’è fuga di talenti quando il Paese non offre ai giovani opportunità di lavoro interessante, dignitoso e, dunque, retribuito in modo adeguato. Un giovane dovrebbe sempre scegliere di andare all’estero, non subirlo spinto dalla necessità o dalla rabbia verso l’assenza di adeguate possibilità realizzative nel proprio Paese. All’estero si dovrebbe poter andare per arricchire cultura e professionalità, per poi poter tornare, utilizzare e restituire quanto si è appreso.

Infine, dal suo peculiare punto di osservazione, come vede il futuro del lavoro da qui ai prossimi 10 o 15 anni? Si aspetta dei cambiamenti graduali o un salto di paradigma destinato a cambiare profondamente il modello della società nella quale viviamo?

Mi aspetto trasformazioni rilevanti nella configurazione fisica dei luoghi di lavoro, nella gestione dei tempi e anche nelle pratiche manageriali. La pandemia, specie per alcune professioni, ha incredibilmente accelerato il cambiamento. Il lavoro sarà più flessibile e basato sulla fiducia. Per molte professioni sarà inevitabile mantenere modalità di lavoro “ibride”, in presenza e da remoto, con un forte accrescimento delle responsabilità del singolo e del lavoro per obiettivi. Cambieranno le relazioni tra colleghi, tra capo e collaboratori, il lavoro di squadra, il controllo esercitato e la misurazione delle performance. Per le aziende, la sfida sarà ingaggiare i propri collaboratori, mantenendo alta l’attenzione sull’identità e sui valori aziendali.

Stefano Calicchio
Stefano Calicchio
Giornalista e Scrittore digitale. Laureato in Relazioni Pubbliche e in Psicologia, Master in Risorse Umane e Organizzazione aziendale. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Caporedattore per Milano Top News. Mi occupo prevalentemente di lavoro, pensioni, welfare. Figuro tra i 100 autori più letti nella sezione economia e management di Amazon Kindle, Apple iBookstore, Kobo e Google Play.

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