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martedì 6 Dicembre 2022

Dubai 2020, il “falco” di Calatrava parla milanese

Parla milanese una delle opere ingegneristiche piu’ complesse dell’Expo Dubai 2020 aperto l’1 ottobre scorso negli Emirati Arabi Uniti. Il “falco di Dubai”, l’enorme tettoia del padiglione principale dell’Expo ipotizzata come le ali di un rapace, porta la firma degli ingegneri di Duplomatic MS SpA, gruppo industriale di Parabiago. Il loro sistema oleodinamico, unico al mondo, fa muovere dieci volte al giorno le ventotto vele della copertura, secondo il progetto di uno dei piu’ grandi architetti del mondo, Santiago Calatrava.

Un sistema unico con 28 enormi “vele”

L’impegno dell’azienda milanese nasce nel 2018 quando Duplomatic fu chiamata a  realizzare il sistema oleodinamico di apertura della copertura del padiglione in forma di ali di falco, simbolo della nazione ospitante. “Il bozzetto di Santiago Calatrava ritraeva un falco che si librava in volo. Perciò il tetto doveva richiamare quella visione”, ricorda Paolo Leutenegger, general manager dell’azienda e responsabile di progetto.

Il requisito principale doveva essere estetico ed esperienzale, difficile farlo convivere con il mondo dell’ingegneria. In piu’ il progetto di Calatrava prevede che i visitatori non vedano nulla di cio’ che c’è dietro. L’impianto doveva essere in gradi di muovere ventotto vele pesanti fino a 18 tonnellate in modo perfettamente sincronizzato. E senza che nulla – cavi elettrici, tubature, quadri elettrici – fosse visibile. Una bella sfida”. Una storia raccontata per la prima volta dalla webzine di Assolombarda Genio&Impresa.

A Dubai 2020 un impianto sofisticatissimo

Per dare qualche numero, questo progetto è il più grande impianto oleodinamico di questo genere mai realizzato. L’impianto Duplomatic è formato da una centrale oleodinamica di 1 megawatt di potenza, con un serbatoio contenente 20mila litri di olio, che distribuisce l’olio in pressione attraverso 2,5 km di tubi ai 46 cilindri idraulici sulle 28 ali. E venticinque chilometri di cablaggi elettrici. Il movimento deve essere perfetto dal punto di vista estetico e in questo viene in aiuto l’architettura dell’elettronica di controllo, con nove computer e software dedicato, che gestisce oltre 2mila punti di controllo distribuiti nel padiglione.

”Le mie telefonate con Calatrava”

Per tre anni i due ingegneri di Duplomatic, Paolo Leutenegger e Carlo Vergano, hanno lavorato fianco a fianco con i costruttori e lo studio dell’architettura di Valencia. “Non ci siamo incontrati a Dubai ma Calatrava mi ha chiamato personalmente due volte al telefono” – ricorda Leutenegger -. Una persona estremamente gradevole e appassionata. Mi contatto’ per risolvere il problema di un tubo che ostruiva il passaggio dell’acqua sul tetto. Siamo stati al telefono un’ora. Mi ha raccontato dei suoi legami con l’Italia, poi mi ha regalato una sua opera con dedica e un bozzetto personale. La seconda volta invece, voleva affidarci un progetto simile, ma piu’ ridotto, per muovere la palma simbolo del padiglione del Qatar. Purtroppo non c’era abbastanza tempo”. 

A Dubai 2020 le ali si muovono dieci volte al giorno

Il falco di Dubai, gia’ una delle attrazioni principali dell’immenso parco tematico, aprira’ le ali dieci volte al giorno durante tutto l’evento. L’Esposizione Universale si tiene negli Emirati Arabi Uniti dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022, la prima a svolgersi in Arabia. L’Italia, in qualità di Paese partecipante ufficiale, porta nella penisola araba l’eccellenza della propria produzione ingegneristica, ma soprattutto quella capacità tutta italiana e ormai riconosciuta nel mondo di sviluppare grandi progetti su misura e trasformare le maggiori sfide tecnologiche in soluzioni efficaci e innovative.

Francesco Gastaldi
Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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