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venerdì 21 Gennaio 2022

Ennio Doris, muore il fondatore di Mediolanum. L’addio di Berlusconi

Un grande uomo, un grande imprenditore, un grande patriota, un grande italiano“. Il post sui canali social (e la nota) di Silvio Berlusconi e’ stato tra i primi in assoluto a rendere omaggio a Ennio Doris. Il banchiere padovano, fondatore di Banca Mediolanum, e uno degli amici piu’ stretti del Cavaliere, e’ morto stanotte all’età di 81 anni. Doris, uno dei protagonisti della finanza italiana e milanese da oltre 50 anni, si e’ spento alle 2.12. A darne notizia una nota della famiglia che chiede “il massimo riserbo” in “questi giorni di lutto”. Non e’ nota la causa della morte, ci sono solo voci che l’imprenditore e Cavaliere della Repubblica fosse da qualche tempo malato.

Il saluto di Berlusconi: “Un grande italiano”

Un uomo generoso, altruista, sempre attento agli altri, sempre vicino a chi aveva bisogno. Ci mancherà molto, mi mancherà moltissimo. A Massimo, a Sara, a Lina la mia vicinanza e tutto il mio affetto“, commenta Berlusconi. Ennio Doris, fondatore e presidente onorario del gruppo, era anche un notissimo volto televisivo, protagonista di quasi tutti gli spot pubblicitari del Gruppo Mediolanum.

Uno degli spot istituzionali piu’ famosi girati da Ennio Doris al Lago Salato in Sudafrica

Una persona per bene, un imprenditore capace di innovare il settore bancario e che Milano non dimenticherà”, ha scritto mercoledì mattina il sindaco di Milano Beppe Sala. Anche i banker, i dipendenti e i collaboratori del gruppo “si stringono uniti e partecipi attorno alla famiglia Doris e, con enorme commozione, rendono omaggio a Ennio Doris, grande uomo e straordinario imprenditore“.

Berlusconi, uno degli amici piu’ cari di Doris

Ennio Doris, storia di una “visione”: dall’incontro con il Cav a Banca Mediolanum

Ennio Doris era nato a Tombolo (Padova) il 3 luglio del 1940. “Per oltre 40 anni – si legge nella nota della famiglia Doris pubblicato sul sito di Banca Mediolanum – è stato indiscusso protagonista della grande finanza italiana”. Ennio Doris era conosciuto da decenni come “imprenditore, banchiere e fondatore di Banca Mediolanum, una delle più importanti realtà del panorama bancario nazionale presente anche in Spagna, Germania e Irlanda“. Sposato dal 1966 con Lina Tombolato, Doris lascia i figli Massimo e Sara e sette nipoti. Nel 1992 gli viene conferita l’onorificenza di ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica e nel 2002 quella di Cavaliere del Lavoro. Sempre nel 2002 consegue il master honoris causa in Banca e Finanza della Fondazione Cuoa

Dal 2000 al 2012 Doris è stato consigliere di amministrazione di Mediobanca e di Banca Esperia. Dal 1996 amministratore delegato della holding Mediolanum fino al 2015, anno della fusione per incorporazione in Banca Mediolanum. Fino allo scorso 3 novembre, Doris ha ricoperto la carica di presidente di Banca Mediolanum, per diventare presidente onorario a seguito di una delibera assembleare. Doris era anche presidente onorario della Fondazione Mediolanum Onlus.

Una delle ultime apparizioni pubbliche con il sindaco di Genova

Nel febbraio del 1982, dopo un incontro a Portofino con Silvio Berlusconi e con il “supporto imprenditoriale e logistico del Gruppo Fininvest“, Ennio Doris fonda Programma Italia, la prima rete di consulenti globali nel settore del risparmio, con l’idea di “diventare il punto di riferimento della famiglia italiana per il risparmio“. Tre anni più tardi nasce Mediolanum Spa, holding cui fanno capo tutte le società del Gruppo. Una riorganizzazione che permette la quotazione in Borsa nel 1996 e, nel 1998, l’ingresso nell’allora indice Mib30, delle società a maggior capitalizzazione. Nel 1997 Programma Italia si trasforma in Banca Mediolanum.

Zaia: “Doris mi offri’ aiuto durante la pandemia”

Se ne va un pezzo di storia, un’icona nazionale e non solo, un galantuomo che amava la sua terra e comunque ha sempre dimostrato di avere una visione unica». Così il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ricorda la figura dell’imprenditore Ennio Doris, scomparso nella notte. «Di lui – prosegue Zaia – ricordo che fu sua la prima telefonata che ricevetti durante la pandemia, nella quale mi diede da subito la disponibilità a fare la più grande donazione perché potessimo curare e salvare vite umane”.

Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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