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venerdì 12 Agosto 2022

No Green Pass, dai Commercianti raccolta firme contro i cortei

Quindici cortei da quindici sabati, e si continua. Ma c’e’ una maggioranza, ora non piu’ silenziosa, che chiede di mettere fine alle manifestazioni dei No Green Pass perche’ “stanno uccidendo il commercio e i piccoli negozi”. Cittadini e imprese di Milano si sono uniti contro il Covid. E Confcommercio Milano l’1 novembre ha lanciato una raccolta di firme su change.org. Per dire no ai cortei che stanno bloccando da mesi la citta’. “Milano vuole far sentire la voce pacifica ma ferma della grande maggioranza dei propri cittadini che non condivide la paralisi ogni sabato della città. Questi cortei ripetitivi spesso non rispettano le regole creando disagi crescenti e rischi per la collettività”.

Su Change.org gia’ raccolte quasi 900 firme

Martedì mattina la raccolta firme aveva già raccolto 860 firme sull’obiettivo di mille. Il problema dei commercianti, soprattutto di zona Duomo e zona Buenos Aires-Porta Venezia dove si sono sviluppati i cortei fin dall’inizio, e’ che i disordini possano continuare anche nel periodo natalizio. “Milano non può accettare, dopo tutta la sofferenza di questo lungo anno e mezzo di pandemia, che si crei un clima di contrapposizione dannoso per la società civile e per il mondo delle imprese”. La sottoscrizione e’ solo un inizio, i commercianti chiedono a prefettura, forze dell’ordine e amministrazione di intervenire.

Carlo Sangalli (Confcommercio)

Confcommercio: “Basta contrapposizioni”

La probabile estensione dell’emergenza sanitaria – afferma Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio – dimostra che la pandemia resta ancora un problema aperto e una fonte di preoccupazione. Proprio per questo è fondamentale ricordare che è il Covid il nemico comune e non le soluzioni per combatterlo.
La petizione che, come Confcommercio Milano, abbiamo voluto lanciare è un appello forte alla responsabilità da parte di tutti, nel rispetto della libertà di tutti.
Dopo un anno e mezzo drammatico Milano, e il nostro Paese, hanno assoluto bisogno di tornare a crescere in sicurezza. Tutti insieme per il bene comune e per la libertà”.

Cortei Green Pass, perdite per 10 milioni

I numeri sulle perdite di fatturato a causa degli “scontri sul Green Pass” sono salati, secondo i commercianti. 10,2 milioni di euro solo per corso Buenos Aires e l’area del centro: una perdita del 27%. E’ il “conto” pagato negli ultimi tre sabati a Milano da negozi, bar e ristoranti della zona nelle ore interessate dalle manifestazioni no Green pass. Lo stima l’ufficio studi di Confcommercio Milano sulla base di un sondaggio effettuato su 613 esercizi commerciali. La diminuzione media del volume d’affari indicata dagli imprenditori (il 32% è direttamente coinvolto dai cortei) è del 27,4%. Più alta per i negozi non alimentari e pari al 30%.

Il video appello di Marco Barbieri di Confcommercio

Un bilancio che potrebbe essere ben più pesante se dovesse perdurare questa situazione di caos con un impatto significativo sull’attrattività della città. Chi sarebbe infatti invogliato a recarsi in città – si chiede Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano – sapendo di trovare confusione e disagi per cortei più o meno autorizzati? Il danno economico rischia seriamente di aggravarsi con l’avvicinarsi del periodo natalizio”. Nel sondaggio di Confcommercio Milano. Il 71% risente ancora dei danni subiti per effetto dell’emergenza Covid. In particolare nella ristorazione: 86%. Il 68% delle imprese ritiene non condivisibili le proteste anti Green Pass. E il 16% chiede percorsi definiti e un maggior controllo delle Forze dell’Ordine. “Chiediamo – conclude Barbieri – manifestazioni nel rispetto delle regole. Non è in discussione la libertà di protesta, ma l’ossessiva frequenza di questi cortei”.

Francesco Gastaldi
Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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