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lunedì 5 Dicembre 2022

Immobiliare a Milano con prezzi in crescita: crescono le richieste per i trilocali

Il mercato immobiliare a Milano si dimostra in crescita. Un segnale positivo soprattutto considerando il grave impatto della pandemia sull’economia locale. A confermare la resilienza del comparto sono i dati forniti da importanti società di ricerca, come Nomisma e Scenari Imobiliari. Ma convalide importanti arrivano anche dai diversi gruppi di agenzie che operano nel settore.

Nei dati comparativi, emerge che proprio il capoluogo lombardo rappresenta il territorio in Italia con dati più frizzanti. Se si prendono come riferimento i dati relativi al residenziale cittadino, il prezzo di vendita medio è cresciuto da marzo a giugno 2021 fino a 3602 euro al metro quadro. Con una differenza di quasi 500 euro rispetto all’anno precedente. Lo stesso indicatore si fermava infatti a 3163 euro.

A Milano l’immobiliare registra un trend in crescita per le compravendite, mentre risultano stabili le locazioni

Procedendo verso un’analisi ancora più approfondita dei dati, scopriamo che il trend sui prezzi degli immobili a Milano risulta in forte crescita. Resta invece praticamente invariato quello dei prezzi relativi agli affitti. La media si posiziona infatti attorno a 16 euro al metro quadro per il canone mensile.

Riguardo invece la liquidità dell’investimento immobiliare, si registra un dato in leggero calo. Per poter vendere il proprio immobile, serve attendere mediamente 102 giorni. Ancora più elevati sono i tempi necessari per trovare un inquilino, che salgono a 104 giorni. Su queste evidenze statistiche, pesano ovviamente gli effetti della pandemia oltre che quelli dettati dalla crescita dei prezzi.

Per poter finalizzare l’acquisto, serve avere buoni redditi e stabilità di carriera. Dall’analisi dei dati, emerge infatti che circa 7 acquirenti su 10 possiedono un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

I fattori che condizionano il mercato immobiliare

In base agli ultimi studi recentemente pubblicati, a incidere sugli acquisti di nuovi immobili sono stati in particolare i mutui concessi ai giovani under 36. La nuova garanzia statale concessa dal governo avrebbe infatti sbloccato molte pratiche che altrimenti avrebbero rischiato di restare incagliate, escludendo così questa fascia di potenziali acquirenti dal mercato.

Sembra invece di minore impatto il nuovo superbonus, che avrebbe garantito in questi mesi risultati inferiori alle aspettative iniziali. Per quanto concerne invece i tagli, i trilocali restano la tipologia con maggiori richieste da parte dei potenziali acquirenti (raccogliendo il 35% della domanda). Seguono i bilocali (al 24%) e i quadrilocali (al 23%). I tagli restanti occupano invece una parte minimale della domanda.

Infine, rispetto invece alla scelta del tasso applicato al mutuo, la maggior parte dei richiedenti opta per quello variabile. Una decisione che ovviamente è influenzata dai bassi tassi e dall’aspettativa che nel breve e medio termine non dovrebbero concretizzarsi repentine risalite.

Stefano Calicchio
Stefano Calicchio
Giornalista e Scrittore digitale. Laureato in Relazioni Pubbliche e in Psicologia, Master in Risorse Umane e Organizzazione aziendale. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Caporedattore per Milano Top News. Mi occupo prevalentemente di lavoro, pensioni, welfare. Figuro tra i 100 autori più letti nella sezione economia e management di Amazon Kindle, Apple iBookstore, Kobo e Google Play.

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