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venerdì 9 Dicembre 2022

Riforma del catasto: Milano a rischio stangata

La riforma del catasto a Milano potrebbe concretizzare una vera e propria stangata. I nuovi aggiornamenti catastali previsti dal governo all’interno della delega fiscale andranno infatti a impattare sulle rendite dei fabbricati. Si tratta di un processo che richiederà del tempo e che punta a riformare i valori entro la fine del 2025. 

Ma sulla città pende comunque l’ipotesi di una crescita dei valori impositivi e quindi di un aumento delle imposte legate alla proprietà. Il governo che sarà in carica ad aggiornamento eseguito dovrà infatti decidere se utilizzare l’adeguamento al fine di semplice revisione statistica, oppure se impiegare le nuove rilevazioni per aggiornare al rialzo il livello impositivo.

Riforma del catasto: i maggiori aumenti previsti nella città di Milano

Stante il quadro appena evidenziato, appare chiaro che Milano potrebbe rientrare tra le città che subiranno i maggiori incrementi nelle rendite catastali. È infatti scontato che i valori immobiliari nel capoluogo lombardo siano aumentati negli ultimi anni. Un trend che non si è fermato nemmeno durante la pandemia, visto la tenuta del settore anche durante i momenti più difficili dettati dal Covid-19. D’altra parte, Milano si conferma oggi come la città con i prezzi al metro quadro più elevati d’Italia.

Il capoluogo lombardo si attesta anche come quello con i maggiori incrementi di valore a partire dalle ultime rilevazioni catastali, risalenti ormai agli anni ‘80. Il nuovo catasto determinerà quindi un incremento dei valori di mercato, con una maggiore differenziazione e precisione territoriale. Le attuali tre zone censuarie della città si moltiplicheranno fino a raggiungere 42 diverse micro aree, attraverso le quali sarà possibile una rilevazione maggiormente puntuale dei valori.

I valori di mercato degli immobili a Milano e il ruolo dell’Agenzia delle Entrate

Per le nuove stime catastali sarà fondamentale l’intervento dell’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima rileva ormai da anni i valori espressi negli atti di compravendita, aggiornando ogni sei mesi i parametri OMI. La sigla sta per Osservatorio del mercato immobiliare e rappresenta un registro consultabile liberamente da tutti i cittadini. 

Si tratta anche di un ottimo riferimento per comprendere l’andamento dei prezzi del mercato immobiliare. A differenza degli annunci di appartamenti messi in vendita, il parametro registra le effettive variazioni di prezzo che si sono verificate nella città di Milano ogni sei mesi. Le quotazioni al rialzo potrebbero quindi tradursi in valori catastali più elevati, sebbene saranno gestite anche tramite ulteriori parametri e coefficienti di aggiornamento.

Come potrebbero aumentare le imposte immobiliari a Milano

Appare quindi chiaro che la riforma del catasto prevederà un aggiornamento al rialzo dei valori espressi attualmente dal catasto pubblico. Resta invece l’area di dubbio rispetto al possibile impatto dell’adeguamento sull’Imu e sulle altre aliquote impositive applicate agli immobili. Come anticipato, non è dato infatti sapere quale sarà la politica fiscale applicata dal 2026, quando i nuovi parametri risulteranno operativi. 

Stefano Calicchio
Stefano Calicchio
Giornalista e Scrittore digitale. Laureato in Relazioni Pubbliche e in Psicologia, Master in Risorse Umane e Organizzazione aziendale. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Caporedattore per Milano Top News. Mi occupo prevalentemente di lavoro, pensioni, welfare. Figuro tra i 100 autori più letti nella sezione economia e management di Amazon Kindle, Apple iBookstore, Kobo e Google Play.

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