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venerdì 9 Dicembre 2022

Norbert Ciuccariello: La moda guiderà il rilancio del Made in Italy

La drammatica crisi scaturita dopo della diffusione della pandemia ha toccato quasi tutti i settori economici del Belpaese, tra i quali anche un illustre rappresentante del Made in Italy come il comparto della moda. L’ultimo report di Confindustria Moda evidenzia come un gran numero di imprese italiane abbia subito gravi perdite sia nel 2020 che nella prima metà del 2021, nonostante ciò il settore del fashion è rimasto il principale contributore commerciale italiano all’estero. Sull’argomento è intervenuto l’imprenditore torinese Norbert Ciuccariello, che di recente ha dato vita al marchio RC Collezioni, azienda impegnata nella creazione e commercializzazione di capi di abbigliamento prodotti solo ed esclusivamente in Italia.

Il cuore pulsante dell’azienda è situato a Torino, all’interno di uno dei centri uffici più rinomati della citta: il centro Piero della Francesca. La scelta di costituire una società nel bel mezzo di una crisi economica capace di sconvolgere l’intero pianeta è dettata dalla grande fiducia che questo uomo d’affari ripone nel settore manifatturiero italiano, in particolar modo quello della moda italiana. La società ha base a Torino, ma lo sguardo è rivolto verso Milano, capitale della Moda, e il mercato estero da sempre grande estimatore dei capi firmati nostrani.

Perchè ha deciso di avviare un’attività in un momento così complicato per l’economia italiana e più in generale per l’economia mondiale?

«Nel corso della mia esperienza professionale ho maturato un’idea: non esiste un periodo migliore o peggiore per avviare un’azienda. Tutto dipende dal progetto a cui si vuole dare vita e dalla maniera in cui lo si intende realizzare. Mettere in piedi qualsiasi tipo di attività in un periodo storico così complicato come quello attuale sarebbe giudicato da molti come una mossa azzardata, ma la storia ci insegna che è proprio nei momenti di crisi che si possono cogliere delle grandi opportunità».

Cos’è che ha spinto Norbert Ciuccariello a lanciarsi in questo nuovo progetto?

«La passione che nutro da sempre per la moda mi ha spinto a intraprendere questa nuova avventura, ma soprattutto la voglia di mettermi in gioco. L’Italia è da sempre considerata tra i leader dell’eccellenza qualitativa in questo settore, e io nel mio piccolo vorrei contribuire a fare in modo che il marchio del Made in Italy continui ad essere apprezzato in tutto il mondo. Sono certo che la moda guiderà il rilancio economico del nostro Paese nel mondo».

Quindi il suo mercato di riferimento è l’estero?

«Guardo con grande attenzione al mercato estero, laddove i capi di alta qualità prodotti interamente in Italia vengono molto apprezzati. L’etichetta ‘Made in Italyè un biglietto da visita di inestimabile valore, capace di aprire le porte in tutto il mondo. È innegabile che l’esperienza, la professionalità, il design e la cura nel confezionamento rappresentino un valore aggiunto di questo settore che pochi altri Paesi al mondo sono capaci di eguagliare. Ma l’Italia non può che essere il mio punto di partenza. La sfida più grande è quella di conquistare la clientela italiana e convincerla che valga la pena di comprare e indossare i miei capi».

Oltre la moda quali sono a suo parere le eccellenze italiane più apprezzate al di là dei confini?

«Quando si parla di eccellenze italiane il parere personale conta poco perchè i dati di vendita dei prodotti italiani all’estero sono incontrovertibili. Non vi è alcun dubbio che l’Italia sia rinomata in tutto il mondo per la grande tradizione enogastronomica: la qualità e il sapore di prodotti alimentari come ad esempio pasta, vini e spumanti, formaggi, salumi, ortaggi e molto altro continueranno a essere apprezzati. Solo i dazi e il protezionismo imposto da alcune nazioni potrebbero far diminuire questo tipo di esportazioni.

Altri settori molto considerati sono quelli legati alla produzione di oggetti di lusso come orologi e occhiali, oltre alla rubinetteria, alle piastrelle e all’industria della gomma. Senza dimenticare il settore dell’automotive che oltre all’ex Fiat, oggi gruppo Stellantis, vanta una grande tradizione nella produzione di automobili di altissimo livello come Ferrari, Lamborghini, Maserati, Pagani e Mazzanti. Per non parlare del design e dell’arredo italiano, come del resto testimonia l’attenzione mediatica internazionale intorno al Salone del Mobile 2021» .

Parliamo del marchio della sua azienda: che cosa rappresenta l’acronimo RC e cosa simboleggia la corona presente nel logo?

«La R e la C sono le iniziali di mio padre, Raffaele Ciuccariello, che è stata la prima persona a credere e sostenere fermamente questo progetto. Mentre la corona è l’emblema attraverso cui vogliamo trasmettere eleganza e regalità. Vorrei sottolineare che come ‘regalità’ non intendiamo esclusivamente quella legata allo status sociale, bensì i valori etici e caratteriali che ogni individuo possiede. Il fine ultimo che ci proponiamo è quello di far sentire importante e valorizzato chiunque indossi un nostro capo d’abbigliamento. Spesso nella vita di tutti i giorni capita di non sentirsi a proprio agio in determinate situazioni: l’obiettivo di RC Collezioni è quello di far sentire i priopri clienti protagonisti assoluti della propria vita».

Nello specifico quali sono i capi che state producendo?

«Ho deciso di cominciare a creare e produrre uno dei capi ai quali sono maggiormente affezionato: la camicia. Sia nella versione maschile che femminile. I modelli attualmente disponibili sono quelle con colletto italiano botton down, con colletto semi-italiano, la coreana e la diplomatica. I tessuti utilizzati sono tra i migliori in circolazione spaziano dal cotone, Popeline, Piquet fino ad arrivare all’Oxford e Oxford punto spillo, Chambray, Jacquard e Zephir».

Che cosa differenzia le vostre camicie dalle altre in commercio?

«Ci sono alcuni particolari di non poco conto che contraddistinguono le nostre camicie, in primis il nostro logo che dona regalità al prodotto. Senza dimenticare i bottoni dei polsini di colore oro e di diametro più grande rispetto a quelli utilizzati per la classica abbottonatura centrale. Inoltre c’è un’altra caratteristica che ci distingue dagli altri competitor: il bottone del polsino è reversibile. In pratica può essere inserito all’interno dell’asola ed essere utilizzato come gemello. Eccezion fatta per la diplomatica che non prevede alcun bottone sul polsino. Nel caso in cui il cliente volesse utilizzare i propri gemelli non c’è alcun problema perchè una volta inserito il bottone nell’asola quest’ultimo rimane nascosto e non crea nessun impedimento nell’inserimento degli stessi».

La produzione verterà solo sulle camicie o ci sono altri progetti in cantiere?

«Le camicie rappresentano il nostro primo passo, in futuro l’idea è quella di realizzare intere collezioni sia per quanto riguarda l’universo femminile che per quello maschile. Nello specifico i nostri collaboratori, a cui va un plauso speciale per il lavoro profuso fino ad oggi, hanno già disegnato diversi abiti da donna e abiti classici da uomo. Inoltre siamo già a buon punto per quanto riguarda la produzione di accessori: abbiamo realizzato le prime cravatte, papillon, pochette, foulard e cappelli classici modello Lobbia. In fase di progettazione ci sono cinture, borse, anelli, bracciali e gemelli».

Come intendere promuovere i vostri prodotti in Italia e nel mondo?

«Al giorno d’oggi è fondamentale utilizzare i mezzi tecnologici a disposizione, motivo per il quale è fondamentale che ogni azienda faccia conoscere il proprio brand e i prodotti in vendita attraverso l’ausilio di internet. Se il punto vendita è il luogo reale nel quale acquistare dal vivo i capi, il sito (www.rccollezioni.it) è il luogo virtuale che ha il compito di attrarre l’attenzione di tutti i potenziali clienti e permettergli di effettuare acquisti. L’importante è che la compravendita avvenga in maniera sicura e che il cliente sia tutelato in caso di problemi legati alla consegna o all’eventualità di difetti sui capi. Inoltre dedicheremo grande attenzione ai social network, soprattutto Instagram, nei quali sarà possibile vedere tutte le novità, scambiare opinioni e addirittura comprare i nostri prodotti».

Se dovesse dare un consiglio a chi ha intenzione di aprire un’azienda nel campo della moda cosa suggerirebbe?

«Prima di tutto è fondamentale avere un’idea chiara di ciò che si vuole trasmettere agli altri, senza è difficile sfondare in un mercato che vanta un numero enorme di concorrenti. Poi un altro suggerimento spassionato è quello di investire sulle persone. I collaboratori che abbiamo al nostro fianco sono il valore aggiunto di un’azienda, l’importante è scegliere coloro i quali sposano a pieno il progetto arricchendolo con la propria professionalità, creatività, energia, intuito e la voglia di tenersi sempre aggiornati sui trend del momento».

Carlo Saccomando
Carlo Saccomando
Classe 1981, giornalista pubblicista. Poco dopo gli studi ha intrapreso la carriera teatrale partecipando a spettacoli diretti da registi di caratura internazionale come Gian Carlo Menotti, fondatore del "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, Lucio Dalla, Renzo Sicco e Michał Znaniecki. Da sempre appassionato di sport lo racconta con passione e un pizzico di ironia. Attualmente dirige il quotidiano "Il Valore Italiano".

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