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martedì 6 Dicembre 2022

152 licenziati via email alla Giannetti Ruote: il caso diventa politico

I sindacati scendono sul piede di guerra e organizzano un presidio a oltranza per la difesa dei posti di lavoro dopo che la Gianetti Ruote (di Ceriano Laghetto) ha spiazzato i lavoratori dichiarando improvvisamente la volontà di chiudere l’attività. L’azienda opera dal 1880 producendo ruote di acciaio. Pezzi che vedono il settore dell’automotive come il principale mercato di sbocco, tanto che nel portafoglio clienti ci sono Iveco, Volvo e Daimler.

L’annuncio della prossima chiusura coinvolge oltre 150 dipendenti, che rischiano così di veder scomparire per sempre il proprio posto di lavoro. In una mail diretta ai lavoratori la direzione ha spiegato di aver deciso le ferie forzate e i permessi retribuiti per tutti, concludendo il procedimento con la chiusura della produzione.

Presidio a oltranza degli operai, la politica si muove contro la chiusura improvvisa

Nella giornata di oggi i lavoratori della Giannetti Ruote hanno iniziato il presidio a oltranza davanti all’ingresso dello stabilimento. La mobilitazione generale proseguirà fino a quando non si riuscirà a cambiare le decisioni prese dalla direzione aziendale. I sindacati sono allarmati dal modo di procedere del management anche per l’assoluta mancanza di informazioni al riguardo.

Dalla politica la solidarietà rivolta ai lavoratori è stata univoca. L’azienda verrà convocata in Regione Lombardia presso l’Assessorato al welfare per cercare di ricomporre la situazione. L’obiettivo principale resta la necessità di tutelare le 152 famiglie coinvolte improvvisamente dal licenziamento attraverso una scelta improvvisa e inaspettata. 

Ma la notizia rappresenta anche un caso destinato ad avere riverberi sul piano nazionale, considerando che il problema si è concretizzato subito dopo la decisione del governo di porre fine al blocco dei licenziamenti previsto dopo l’avvento del Covid-19.

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