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sabato 20 Agosto 2022

I rapper Baby Gang e Neima Ezza: “Con le rapine non c’entriamo”

Sono pronti a usare come “prova” anche le stories su Instagram per dimostrare che con le rapine loro non c’entrano. Baby Gang e Neima Ezza, i due rapper milanesi di origine maghrebina arrestati dalla Squadra Mobile il 20 gennaio scorso, hanno risposto alle domande del gip Manuela Scudieri.

E hanno negato di aver partecipato alle rapine loro contestate. Zaccaria Mouhib, 20 anni e nome d’arte Baby Gang afferma di “aver cambiato vita”, dopo un passato fatto di carcere minorile e arresti. Lunedi’ anche Amine Ez Zaaraoui, noto come Neima Ezza, e Samuel Matthew Dhahri, detto Samy hanno negato di aver commesso le rapine.

I tre, ai domiciliari, hanno risposto al gip Manuela Scudieri nell’interrogatorio di garanzia. Neima Ezza, col legale Gaia Scovazzi, ha prodotto foto e video tratte dal suo profilo Instagram che proverebbero che il 20enne “non era sul luogo delle due rapine” che gli vengono contestate. Una in concorso con Samy il 22 maggio 2021, in cui strapparono dal collo di un ragazzo due catenine d’oro. La seconda assieme a Baby Gang, secondo la Procura, ma che il gip per quest’ultimo non ha riconosciuto. 

I rapper: “I riconoscimenti delle vittime fatti con le foto, non sono attendibili”

Agli atti, ha fatto notare la difesa di Neima, ci sono solo i riconoscimenti delle vittime “non validi” perché effettuati “praticamente solo con le foto degli indagati“. Pure i dati delle celle telefoniche dimostrerebbero, per il difensore che ha chiesto al gip la revoca dell’ordinanza cautelare, l’innocenza del 20enne. Anche Samy, come riferito dal 19enne nell’ interrogatorio, assistito dall’avvocato Robert Ranieli, “non c’entra nulla” con le due rapine di Porta Ticinese e alle Colonne di San Lorenzo.

Baby Gang: “Le rapine sono il mio passato, oggi mi dedico solo alla musica”

Poi c’è la posizione di Baby Gang, milioni di visualizzazioni e un passato violento. “Ma oggi non ne ho più bisogno, ho cambiato vita e penso solo alla musica”. Cosi’ ha risposto Mouhib al gip, assistito dal suo avvocato Niccolò Vecchioni. “Ho raggiunto una “stabilità” economica perché nell’ultimo periodo ha sottoscritto ben tre contratti musicali con una major. Non sono più la stessa persona che viveva di reati“.

Il legale ne ha chiesto la scarcerazione revocando la misura cautelare. La difesa punta soprattutto sul fatto che sull’unica rapina riconosciuta dal giudice a carico del 20enne nell’ordinanza a Vignate (Milano), non ci sarebbero elementi che dimostrano che lui era là quando veniva compiuto il reato.

La difesa: “Quella sera era in viaggio per Rimini”

Quella sera, infatti, ha chiarito Mouhib, era in viaggio in autostrada verso Rimini. E dai dati sulle celle telefoniche agli atti dell’indagine, ha chiarito la difesa, si evince solo che lui era a Vignate alle 13.38 e dunque “ben 7 ore prima della rapina” ai danni di un ragazzo. Il rapper era stato a “pranzo da un amico” e poi “quella sera si è spostato a Rimini, come dimostrato anche dai suoi post sui social“. 

Francesco Gastaldi
Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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