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sabato 20 Agosto 2022

Nuovo San Siro: la Sinistra vuole il referendum. Sala da’ l’ok al progetto

Nuovo San Siro, la sinistra non ci sta. E chiede a gran voce il referendum sul nuovo stadio di Milan e Inter. Nello stesso giorno la giunta da’ l’ok al “pubblico interesse”. Giornata convulsa sul fronte del nuovo stadio. I tre consiglieri comunali della lista “Milano in Comune”, il candidato sindaco Gabriele Mariani con i consiglieri Patrizia Bedori e Basilio Rizzo invocano la consultazione popolare. Proprio Basilio Rizzo, ex democrazia proletaria e consigliere a Palazzo Marino da trent’anni, e’ uno degli oppositori piu’ strenui del progetto stadio. Non ha mai usato mezze misure nel definirlo “pura speculazione sulle spalle dei residenti”. Ora i tre tornano alla carica, presentando ufficialmente una proposta di referendum cittadino. Chiamando i milanesi stessi a pronunciarsi sul “si” o sul “no” sullo stadio, proprio quando il sindaco Beppe Sala ha dato il via libera al passaggio in giunta del “pubblico interesse” sul progetto da 1,2 miliardi di euro delle due societa’ milanesi.

“Sul progetto nessun pubblico interesse”

La volontà del Sindaco Sala intenzionato a concedere la dichiarazione di “pubblico interesse” al progetto speculativo di Inter e Milan, ci preoccupa e conferma il nostro giudizio negativo sull’operazione. Lo andiamo sostenendo da due anni fin dal suo avvio. Diversi esponenti cittadini della società civile e sportivi a più riprese hanno messo in evidenza che non vi è alcun pubblico interesse della città e dell’amministrazione. Vi e’ solo l’interesse dei club a valorizzare le loro società usando il bene comune “territorio” come business privato”. Lo scrivono Rizzo, Mariani e Bedori.

San siro
Il nuovo San Siro visto da Populous, uno dei due studi concorrenti al progetto finale

San Siro, si’ all’ipotesi ristrutturazione

Milano in Comune, anche alle ultime elezioni, ha sempre sostenuto l’ipotesi della ristrutturazione del Meazza, fin da subito scartata dai due club. Un’ipotesi recentemente caldeggiata nuovamente da un altro volto storico della sinistra milanese. In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex vicesindaco PCI Luigi Corbani (fine anni Ottanta) aveva invitato Inter e Milan ad acquistare lo stadio per ristrutturarlo seguendo l’esempio del Real Madrid. “Riteniamo di primario interesse per i cittadini/e milanesi e per il paese – dicono i tre consiglieri – che lo Stadio Meazza non sia abbattuto ma ristrutturato ed ammodernato. E che nessuna operazione speculativa avvenga sulle aree adiacenti”.

Per il referendum servono 15mila firme

Milano in Comune chiede che l’operazione stadio passi da una consultazione popolare. “Ci rivolgiamo a tutti, esponenti della società civile, comitati, associazioni, forze sociali, partiti comunque collocati, perché si possa dare vita ad un Comitato Promotore. Ci dichiariamo fin d’ora disponibili ad una iniziativa pubblica unitaria nella quale possano convergere tutti quelli che si riconoscono in questo obiettivo“. Per proporre il referendum occorrono mille firme subito, per ottenerne l’ammissibilità. Dopo di che, i proponenti dovranno raccogliere quindicimila firme. Impresa non impossibile visti i molti comitati cittadini sorti per contrastare il progetto demolizione del Meazza.

La svolta in Giunta: si’ al progetto di San Siro

Nel pomeriggio di venerdì pero’ Palazzo Marino ha dato una svolta al progetto, concedendo il pubblico interesse. Adeguamento dell’indice di edificabilità territoriale a quello massimo previsto dal Pgt. Riconfigurazione a distretto sportivo dell’area dove attualmente insiste il “Meazza” con ampia valorizzazione e incremento del verde. Grazie a queste condizioni accettate da Milan e Inter “la Giunta ha deciso di confermare la dichiarazione di pubblico interesse sulla proposta relativa allo Stadio di Milano”, annuncia una nota del Comune.

Francesco Gastaldi
Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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