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venerdì 12 Agosto 2022

Conti svizzeri di Fontana, no alla rogatoria. Il Pd: “Macchia indelebile”

L’inchiesta sui fondi esteri del presidente Fontana si chiude senza che sia fatta chiarezza, coperta dal no delle autorità svizzere alla rogatoria. Continuiamo a credere che i lombardi abbiano diritto a trasparenza e verità, soprattutto se questa riguarda il rispetto delle leggi riguardanti il fisco e la corretta gestione del patrimonio di chi riveste importanti ruoli pubblici. Nel rapporto tra il presidente della Regione e i cittadini rimane una macchia indelebile”. Duro il capogruppo del Pd in consiglio regionale Fabio Pizzul sulla richiesta di archiviazione da parte della procura di Milano sui fondi “svizzeri” del governatore Attilio Fontana.

Fontana

Fondi svizzeri, i pm chiedono l’archiviazione sull’accusa di autoriciclaggio e falso di Fontana

L’istanza firmata dai pm Paolo Filippini e Carlo Scalas e dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli è stata inoltrata all’ufficio gip dopo che la Svizzera non ha risposto a una rogatoria inoltrata a marzo dell’anno scorso. I due pm lo scorso settembre avevano sollecitato la rogatoria che pero’ le autorità svizzere hanno negato.

Spetta ora al giudice per le indagini preliminari decidere sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Milano. Il governatore lombardo Attilio Fontana è indagato per autoriciclaggio e falso nella “voluntary disclosure” in relazione a 5,3 milioni di euro che erano depositati su un conto a Lugano. Parte di quei fondi, circa 2,5 milioni di euro, erano ritenuti dagli inquirenti frutto di presunta evasione fiscale.

La difesa del governatore: “Quei soldi frutto dell’eredità di mia madre”

Fontana ha sempre ribadito che quella somma, regolarizzata 6 anni fa, era il lascito ereditario di sua madre. Per dimostrarlo, a metà maggio 2021, i suoi difensori, gli avvocati Jacopo Pensa e Federico Papa, hanno depositato documentazione bancaria a partire dal ’97 e relativa ai conti svizzeri sostenendo che non c’è stato alcun versamento in contanti ma che si trattava di denaro investito in titoli, fondi e altro, e riconducibile alla madre. Ora la parola passa al gip, ma il Pd ritiene che il governatore abbia “rotto il patto con i cittadini”.

Fabio Pizzul (Pd)

Il Pd: “Fontana ha rotto il patto con i cittadini lombardi. Macchia sulla sua ricandidatura”

A suo tempo, su questa vicenda – osserva Pizzul – avevamo presentato la mozione di sfiducia motivata dalla necessità di totale trasparenza per chi governa. La mozione fu bocciata dalle forze di centrodestra che hanno così garantito la continuazione del mandato di Fontana. Ma questa ombra tornerà a pesare su di lui se mai penserà di proporsi per l’eventuale ricandidatura. Chi ha responsabilità pubbliche dovrebbe chiedere e garantire chiarezza, non nascondersi dietro poco comprensibili reticenze della giustizia elvetica.

Le inchieste su Fontana, a marzo l’udienza preliminare per il “caso camici”

Il governatore lombardo, oltre alla vicenda dei milioni di euro in Svizzera, e’ indagato dalla Procura di Milano per la vicenda della fornitura di 75mila camici durante la pandemia. Fornitura affidata a Dama, la società del cognato Andrea Dini e poi trasformata in donazione una volta emerso il conflitto d’interessi. Sulla vicenda il prossimo 18 marzo si terrà a palazzo di giustizia l’udienza preliminare. Fontana e’ indagato per frode in pubbliche forniture.

Francesco Gastaldi
Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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