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venerdì 2 Dicembre 2022

Via Bolla, dal rogo nelle case Aler alle accuse tra il Sindaco e la Regione

Il cortocircuito nelle cantine delle case Aler di via Bolla ha provocato due incendi. Il primo, quello avvenuto nella notte fra domenica e lunedi’ nato da un contatto dei molti allacciamenti abusivi e alimentato dai quintali di rifiuti e masserizie stipati nel sottoscala. Il secondo, martedi’ pomeriggio, fra il sindaco Giuseppe Sala e la Regione, accusata dal primo cittadino di non aver destinato abbastanza fondi alla citta’ per la riqualificazione delle case Aler. Case di via Bolla in primis, una situazione che secondo l’accusa dei rappresentanti del Municipio 8 va avanti da 10 anni tra false promesse e zero interventi.

”Aler, una gestione fallimentare”: l’accusa di Sala su via Bolla

Via Bolla, via Gola e il quartiere San Siro sono i temi su cui sollecitiamo da tempo Regione Lombardia e Aler, la società regionale che possiede quei palazzi, ad una svolta. L’incendio di lunedi’ in via Bolla purtroppo non è una sorpresa, ma la conferma che lì bisognava intervenire da tempo“. Lo ha scritto sulle sue pagine social il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, commentando quanto accaduto nelle case popolari gestite dall’Aler.

Che sia un modello di gestione oggettivamente fallimentare è sotto gli occhi di tutti, eppure in Regione Lombardia lo si difende a spada tratta”, aggiunge Sala. Il quale contesta alla regione di non aver distribuito equamente i fondi per le ristrutturazioni dell’edilizia popolare.

Fondi pubblici: ”La Regione ha privilegiato Garda e Bresciano”

Il principale fondo messo a disposizione dallo Stato per le case popolari ha stanziato 252 milioni di euro per Regione Lombardia. La quale ha scelto dei parametri abbastanza bizzarri che hanno fatto sì che avremo case popolari nuove e riqualificate, ma nei comuni sul Garda e nel bresciano (chissà perché…). Infatti di questi 252 milioni, solo 17 arriveranno a Milano (9,5 al Comune per Via Tofano e 7.5 ad Aler per Via Ricciarelli) mentre altri 22 nei comuni della Città Metropolitana”.

La regione: ”Palazzo Marino in ritardo sui bandi”

La risposta del Pirellone, per bocca dell’assessore alla Casa Alessandro Mattinzoli, non si e’ fatta attendere. “Se il Comune di Milano volesse realmente collaborare, dovrebbe svolgere una volta per tutte le proprie competenze e i servizi assegnati. Prima che la Prefettura possa sgomberare i 100 abusivi di via Bolla, è necessario che alle famiglie più fragili sia assicurato il trasferimento in altre unità abitative, perché le persone non evaporano. Questa competenza è ascrivibile unicamente ai Servizi sociali del Comune e gli sgomberi alle Forze dell’ordine”.

Via Bolla

Quanto ai fondi, Mattinzoli precisa che ”il bando in questione chiudeva il 2 dicembre alle 12 data in cui il Comune di Milano non aveva presentato nulla. Solo grazie a una settimana di proroga, concessa responsabilmente a tutti i Comuni che non erano riusciti a ultimare la presentazione, gli uffici comunali hanno potuto completare le proprie domande. Palazzo Marino che avrebbe potuto presentare progetti per almeno 45 milioni di euro ne ha invece presentati due. Uno di 9,5 milioni e uno di circa 5. Difficile erogare risorse se non ci sono proposte. Forse la tanto decantata efficienza del Comune di Milano in questo caso non ha funzionato”.

Case Aler, l’accusa del Municipio 8: ”Via Bolla una vergogna da 10 anni”

Da dieci anni Regione Lombardia e Aler continuano con le promesse di riqualificazione ma senza nessun risultato ad oggi”. L’accusa e’ del vice-presidente del Municipio 8 Fabio Galesi, che ha postato sia il video che le foto dell’incendio sui social. “Neanche un progetto preliminare sull’area. Solo chiacchiere e slogan elettorali. Ma la verità è che Lega Nord e company fa comodo mantenere situazioni del genere nei quartieri popolari. Nel 2015 abbiamo depositato un esposto in procura proprio per le condizioni in cui versava lo stabile; occupazioni abusive, racket, allacci abusivi, bombole del gas, rifiuti, materiale incendiario e palazzo privo di sicurezza e prevenzione incendi. Forse se nessuno si è fatto male e’ solo fortuna”.

Francesco Gastaldi
Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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