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venerdì 2 Dicembre 2022

Policlinico, compleanno speciale: una mamma dona un rene al figlio

Un meraviglioso regalo di compleanno, ridare speranza al proprio figlio donandogli un rene. La straordinaria storia arriva dal Policlinico di Milano dove alcuni giorni fa l’equipe di nefrologia ha portato a termine con successo il suo cinquecentesimo trapianto di rene da donazione da vivente. Un intervento che racconta una storia eccezionale di amore filiale. Per la madre settantenne era il giorno del suo compleanno, eppure il regalo più grande lo stava facendo lei. Perché quel giorno entrava al Policlinico di Milano con suo figlio, per donargli un rene e restituirlo ad una nuova vita. Una storia di amore che per il Policlinico è un po’ più speciale, dato che fa segnare quota 500 al numero delle donazioni di rene da vivente.

A un passo dalla dialisi. E la mamma gli dona il rene. Riuscito l’intervento dell’equipe di nefrologia

Mamma e figlio vivono in un’altra Regione, dove l’uomo era in cura per una grave insufficienza renale sviluppata solo pochi anni prima. Ha poco meno di 50 anni e non era in ancora in dialisi. Anche se sarebbe diventata presto indispensabile. Gli serviva un rene nuovo e l’unica strada era il trapianto. Ma la lista d’attesa per riceverlo da un donatore deceduto era troppo lunga. E’ qui che mamma e figlio hanno scoperto la possibilità della donazione da vivente. Una possibilità ancora poco conosciuta, raccontano dal Policlinico ”ma che avrebbe permesso loro di tornare a una vita normale”.

Policlinico
L’equipe di Chirurgia generale – trapianti di rene

La madre e’ risultata compatibile e in buona salute (nonostante un amore eccessivo per il fumo, cui ha dovuto giocoforza rinunciare). La sua vita quotidiana non sarebbe cambiata di una virgola anche con un rene in meno, questa la molla che ha fatto scattare la decisione della mamma di donarne uno al figlio, per evitargli il ricorso alla dialisi.

Al Policlinico e’ il 500esimo trapianto diretto da essere vivente

L’intervento chirurgico e’ iniziato con prelievo del rene dalla madre, e poi con il vero e proprio trapianto nel paziente. A eseguirlo gli specialisti della Chirurgia Generale – Trapianti di rene del Policlinico di Milano, guidati da Mariano Ferraresso.

Mariano Ferraresso

Il trapianto di rene da donatore vivente – racconta Ferraresso – è una procedura ancora poco praticata in Italia. Il più delle volte viene vista come ultima scelta dopo lunghi periodi di attesa di un rene da donatore deceduto. I risultati internazionali tuttavia ci dicono che questa è la prima opzione da prendere in considerazione, specialmente quando ancora la dialisi non è iniziata. Purtroppo non sempre è praticabile e a volte non basta solo la volontà: ci vuole anche una forte determinazione. Nel nostro caso, per arrivare all’intervento, entrambi hanno dovuto perdere tra i 15 e i 20 chilogrammi di peso mentre la mamma donatrice ha dovuto smettere di fumare dopo 40 anni i suoi due pacchetti di sigarette giornalieri”.

Ezio Belleri

Il Policlinico di Milano e’ uno dei primi ospedali specializzati in trapianti di rene. Il primo risale al 1969 e da allora i chirurghi ne hanno fatti quasi 3.700, di cui 460 su pazienti pediatrici. “Il primo intervento con un donatore vivente – specifica il direttore generale Ezio Belleri – è del 1970 e oggi arriviamo a contarne ben 500, di cui 62 a favore di bambini con gravi patologie renali. Tra questi gesti di generosità e altruismo ce ne sono due che spiccano in particolare, in cui il donatore ha voluto dedicare uno dei propri reni ad un paziente che non conosceva. Il paziente più giovane che abbiamo trapiantato aveva solo 1 anno, il più anziano 83”.

Giovedi’ madre e figlio sono tornati a casa, stanno entrambi bene e il pericolo della dialisi è ormai un ricordo. A legarli non c’è più soltanto l’affetto, ma anche il sapere di essere i protagonisti di un’avventura a lieto fine che è l’ultima di una lunga serie.

Francesco Gastaldi
Francesco Gastaldi
Giornalista professionista dal 2004, formatosi sulle cronache sportive prima di imboccare la strada della cronaca e della politica. Vent'anni e oltre di redazione al Cittadino di Lodi, iniziando sui campi di calcio della serie D per terminare co-dirigendo il desk di cronaca. Oggi collabora con il Corriere della Sera Milano e associazioni di categoria.

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