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venerdì 9 Dicembre 2022

Rischio zona gialla per Milano e Lombardia: attenzione al monitoraggio, ma potrebbero cambiare i criteri

Il coronavirus torna a farsi sentire con la variante Delta e così i dati riguardanti l’RT riprendono a crescere. Un problema che in tutta evidenza non si presenta solo come statistico, visto che la permanenza di Milano e di tutta la Regione Lombarda nella zona bianca è strettamente legata al monitoraggio della diffusione del coronavirus. Nel corso della settimana appena conclusa il numero delle persone contagiate è praticamente raddoppiato.

È così che l’indice RT è tornato ad avvicinarsi alla soglia dell’1. Se il parametro dovesse crescere ancora nel corso dei prossimi giorni, il rischio è di ritornare in zona di allerta dopo poco più di un mese dall’ultimo passaggio. Il ripristino della fascia più chiara in Regione è infatti avvenuto appena lo scorso 14 giugno 2021. Da tale data, sono venuti meno molti divieti che ora potrebbero essere ripristinati.

Lombardia e rischio zona gialla: fondamentale quello che accadrà nei prossimi giorni

Stante la situazione appena evidenziata, appare fondamentale che quanto accadrà nel corso dei prossimi giorni sia dal punto di vista sanitario che politico risulterà fondamentale. Partendo dal primo punto, con le regole attuali è imprescindibile che l’Rt si mantenga sotto l’1. Ma il superamento della soglia appare dietro l’angolo, anche considerando il recente trend di crescita del parametro.

D’altra parte, la campagna vaccinale nel territorio lombardo sembra proseguire in modo proficuo, tanto da poter intravvedere la cosiddetta immunità di gregge. Anche i tassi di occupazione degli ospedali e in particolare delle terapie intensive continuano a essere favorevoli. Lo scorso venerdì si contavano 143 pazienti covid ospedalizzati, dei quali 30 in TI. È per questo che le Regioni si attendono ora dal governo un cambio dei parametri per l’assegnazione delle fasce di rischio.

Il governo punta al green pass obbligatorio per ristoranti al chiuso e discoteche al fine di mantenere la zona bianca

Sulla questione ora l’attenzione si sposta verso le prossime decisioni del governo. L’esecutivo guidato da Mario Draghi punta a un’estensione dell’obbligo di presentazione del green pass al fine di contenere i rischi di contagio. Quest’ultimo potrebbe presto diventare indispensabile per ristoranti al chiuso e discoteche, oltre che per altre attività a rischio di contagio. È il caso, ad esempio, di trasporti a lunga percorrenza, stadi, palestre, centri sportivi, concerti, eventi, convegni, spettacoli e feste.

In cambio, i parametri riguardanti il passaggio dalle diverse fasce di rischio (bianca, gialla, arancione, rossa) potrebbero essere rivisti. Ad esempio basandosi maggiormente sull’occupazione dei reparti ospedalieri e delle terapie intensive. Si tratta di una mediazione necessaria anche per garantire che la pandemia non torni ad acuire la grave crisi economica dettata dai molteplici lockdown che si sono susseguiti nell’ultimo anno e mezzo.

Stefano Calicchio
Stefano Calicchio
Giornalista e Scrittore digitale. Laureato in Relazioni Pubbliche e in Psicologia, Master in Risorse Umane e Organizzazione aziendale. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Caporedattore per Milano Top News. Mi occupo prevalentemente di lavoro, pensioni, welfare. Figuro tra i 100 autori più letti nella sezione economia e management di Amazon Kindle, Apple iBookstore, Kobo e Google Play.

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