Milan, la rivoluzione di Amorim passa dalla rosa: troppi giocatori, ma ancora alcuni tasselli mancanti

Il primo grande lavoro di Ruben Amorim al Milan non sarà soltanto tattico. Prima ancora di trasmettere le proprie idee sul campo, l’allenatore portoghese dovrà affrontare una questione numerica e tecnica: trasformare una rosa molto ampia in un gruppo più funzionale. Tra giocatori già presenti, giovani aggregati e profili da valutare, il Milan si trova con un organico superiore alle necessità di una stagione ad alto livello. L’obiettivo sarà arrivare a una rosa intorno ai 25 elementi realmente coinvolti nel progetto, con ruoli definiti e caratteristiche compatibili con il calcio del nuovo allenatore. La riduzione della rosa, però, non sarà soltanto una necessità numerica. Il Milan dovrà capire chi può essere protagonista nel nuovo sistema e dove invece serviranno interventi mirati.

Difesa, la linea a tre cambia le gerarchie: Odogu verso il prestito, Tomori può partire. Terracciano resta in bilico

Il reparto arretrato sarà probabilmente quello che subirà le trasformazioni più evidenti. Ruben Amorim costruisce il proprio calcio su una difesa a tre dove i centrali non devono soltanto difendere, ma anche partecipare alla costruzione del gioco. Servono giocatori capaci di impostare, leggere gli spazi e accompagnare la squadra nella fase offensiva. In questo scenario il Milan dovrà fare alcune valutazioni importanti.

Tra i giocatori che potrebbero lasciare c’è David Odogu, ma la strategia della società sembra orientata più verso un prestito che verso una cessione definitiva. L’obiettivo sarebbe trovare una squadra capace di garantirgli continuità e minuti importanti per completare il percorso di crescita. Tra le società interessate ci sarebbe anche il Mainz, una destinazione che potrebbe essere ideale considerando la tradizione del calcio tedesco nella valorizzazione dei giovani.

Diverso il discorso per Fikayo Tomori. Il difensore inglese resta un giocatore di livello internazionale, ma il suo futuro potrebbe essere lontano da Milanello. La Juventus avrebbe effettuato valutazioni sul giocatore, con la possibilità di replicare un’operazione simile a quella che ha portato Kalulu in bianconero. Tuttavia, la pista più concreta sembra essere quella di un possibile ritorno in Inghilterra. Il suo profilo continua ad avere mercato in Premier League e tra i club che avrebbero effettuato sondaggi ci sarebbe il Coventry, neopromosso e guidato da Frank Lampard.

Da valutare anche la posizione di Filippo Terracciano, che rappresenta un caso particolare. Il difensore potrebbe avere un ruolo importante nella rosa perché italiano e quindi utile nella gestione delle liste, ma soprattutto per la sua duttilità. Amorim starebbe infatti osservando con attenzione la sua capacità di giocare come braccetto sia a destra sia a sinistra nella difesa a tre. Un elemento prezioso in una rosa dove la versatilità sarà fondamentale. L’ipotesi di un nuovo prestito non è comunque completamente esclusa, anche se l’esperienza alla Cremonese non ha prodotto quella crescita tecnica ed economica che il Milan si aspettava.

Qualora però partissero due difensori, il club potrebbe decidere di intervenire sul mercato con un investimento mirato. Il profilo ricercato sarebbe quello di un centrale giovane, con piede educato, capacità di impostazione, ingaggio sostenibile e una buona affidabilità fisica. Tra i nomi accostati ci sono Kim Min-jae, Gonçalo Inácio, Jhon Lucumí e David Alaba, anche se la linea societaria sembra orientata verso un difensore funzionale al gioco di Amorim più che verso un grande nome fine a sé stesso. Il Milan cerca il suo nuovo regista difensivo.

Centrocampo, il reparto più affollato: prima le uscite, poi un possibile colpo alla Højbjerg

Se la difesa deve essere ridisegnata tatticamente, il centrocampo è invece il reparto dove il Milan dovrà intervenire maggiormente sul numero degli elementi. È infatti la zona del campo con più giocatori a disposizione e, senza alcune partenze, sarebbe difficile immaginare anche soltanto un nuovo innesto. Amorim chiede ai suoi centrocampisti intensità, capacità di coprire grandi spazi, aggressività e qualità nella costruzione. Non tutti gli interpreti attuali sembrano avere caratteristiche perfettamente sovrapponibili a quelle richieste.

Tra i giocatori sotto osservazione ci sono Warren Bondo, Ismaël Bennacer, Yunus Musah, Samuele Ricci e Kevin Zeroli. La situazione più delicata riguarda Bennacer. Il centrocampista algerino sembrava vicino a una possibile uscita verso il Qatar, ma la trattativa non è arrivata alla fase conclusiva. Senza visite mediche programmate e con alcuni passaggi ancora da definire, il futuro resta aperto. Il suo peso economico, inoltre, rappresenta un elemento da considerare: tra ingaggio e costi complessivi il giocatore pesa sensibilmente sul bilancio rossonero.

In caso di una o più cessioni, il Milan potrebbe cercare un centrocampista con caratteristiche diverse. Il profilo ideale sarebbe quello di un giocatore alla Pierre-Emile Højbjerg: esperienza, equilibrio tattico, fisicità e capacità di guidare il reparto. Un elemento capace di dare ordine a una squadra con tanti giocatori offensivi e talento individuale. Ma prima serviranno delle uscite.

Trequarti, tanti interpreti ma manca il giocatore capace di inventare

Il reparto offensivo alle spalle della punta presenta invece un problema diverso: non la quantità, ma la qualità specifica. Il Milan dispone di diversi giocatori offensivi: Christian Pulisic, Christopher Nkunku, Cissé, Rafael Leão, Loftus-Cheek e Ossola, con quest’ultimo che potrebbe essere destinato a un prestito o al percorso nel Milan Futuro. Eppure le prime amichevoli hanno evidenziato un aspetto interessante: alla squadra sembra mancare un giocatore capace di saltare l’uomo con facilità e creare una giocata decisiva dal nulla.

Quel tipo di talento che cambia una partita con un’accelerazione, un dribbling o un’intuizione. Un profilo simile a quello avuto in passato con Brahim Díaz, capace di giocare tra le linee e creare superiorità numerica. Per questo il Milan potrebbe valutare un colpo di fantasia. Una soluzione potrebbe essere il ritorno di un giocatore già conosciuto, oppure una scommessa su un talento emergente come Damián Osorio o Ethan Nwaneri, profili giovani ma con caratteristiche tecniche fuori dal comune.

Attacco, il nodo Gimenez e il possibile equilibrio tra Camarda, Kostic ed Embolo

Anche il reparto offensivo potrebbe vivere settimane importanti. Il futuro di Santiago Gimenez resta uno dei temi principali del mercato rossonero. Qualora arrivasse un’offerta importante, magari con una formula che preveda una cessione definitiva o un prestito con obbligo di riscatto, il Milan potrebbe valutare una soluzione alternativa. Sono circolate voci di interessamenti da parte di Lazio e Porto, anche se al momento si tratta di valutazioni e non di trattative concluse. In caso di partenza del messicano, il club dovrebbe scegliere se affidarsi completamente ai giovani o inserire un attaccante già pronto.

Il duo Francesco Camarda-Andrej Kostic rappresenterebbe una soluzione affascinante per il futuro, ma affidare il ruolo di vice al centravanti titolare soltanto a due ragazzi ancora in crescita potrebbe essere una scelta rischiosa. Per questo resta il nome di Breel Embolo, profilo che potrebbe rappresentare un compromesso interessante. Il costo dell’operazione, tra i 15 e i 20 milioni di euro, sarebbe compatibile con le strategie rossonere e garantirebbe un giocatore esperto, fisico e abituato alle competizioni internazionali.

Il nuovo Milan nascerà dalle scelte di Amorim

Il mercato rossonero, quindi, non sarà soltanto una questione di acquisti. La vera sfida sarà costruire una rosa più corta, più equilibrata e soprattutto più vicina alle idee dell’allenatore portoghese. Difesa a tre, centrocampo dinamico, qualità sulla trequarti e un attacco con caratteristiche complementari: il Milan sa cosa cerca. Ora dovrà decidere chi farà parte del futuro e chi invece lascerà spazio al nuovo progetto. Perché la rivoluzione di Amorim partirà soprattutto dalle scelte.

Carlo Saccomando
Carlo Saccomando
Classe 1981, giornalista pubblicista. Poco dopo gli studi ha intrapreso la carriera teatrale partecipando a spettacoli diretti da registi di caratura internazionale come Gian Carlo Menotti, fondatore del "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, Lucio Dalla, Renzo Sicco e Michał Znaniecki. Da sempre appassionato di sport lo racconta con passione e un pizzico di ironia. Attualmente dirige il quotidiano "Il Valore Italiano".

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